Mare Monstrum: come le rivoluzioni arabe stanno cambiando il Mediterraneo
direttore dell'Italian Institute for International Political Studies (ISPI)
Giovanni Porzio
giornalista inviato del settimanale Panorama
Gabriella Simoni
inviata MEDIASET
Ugo Trambaldi
inviato de Il Sole 24 Ore
Lucia Goracci
giornalista inviata del TG1 e RAINEWS24
Conduce Alberto Stabile, giornalista inviato de La Repubblica
La mafia non gradiva il prefetto Sodano e si augurava che venisse presto cacciato via da Trapani. Gli investigatori della Squadra Mobile, all’epoca diretti da Giuseppe Linares, intercettarono quei mafiosi che parlavano di un trasferimento imminente del prefetto Sodano, volevano che Sodano presto andasse via. Il Governo Berlusconi, il ministro dell’Interno Pisanu, fecero il resto…non si sa se davvero fu la voce dei mafiosi ad entrare al Viminale e a Palazzo Chigi, ma Fulvio Sodano improvvisamente nel luglio del 2003 fu trasferito ad Agrigento. Il suo ultimo atto però fu quello di mettere attorno ad uno stesso tavolo amministratori di beni confiscati, Comuni, associazioni, a cominciare da Libera, perché nessuno potesse più tornare indietro sul riuso dei beni confiscati. Prima di andare via aveva preso le chiavi della casa dove continuavano ad abitare i familiari del boss Virga, sebbene da anni la palazzina era confiscata. Ci salutò dicendoci che “lui andava via proprio per l’oggetto di quella riunione”. Poco tempo dopo, quando era ancora prefetto ad Agrigento, rese un interrogatorio alla Dda parlando del suo lavoro a Trapani e del senatore D’Alì che da sottosegretario all’Interno si comportava con lui quasi che quel prefetto rappresentando lo Stato era un suo nemico. Adesso è in pensione Fulvio Sodano, inchiodato su una sedia da una grave malattia, ha perduto i movimenti, non parla, si nutre con le flebo, ma continua a parlare con gli occhi che leggono la tastiera di un particolare computer e riesce a scrivere tutti i suoi pensieri.
“Provate a immaginare a dover vivere in un paese in cui si è privati della libertà e dei diritti legittimi, io non ci sono riuscito… “ scrive oggi il prefetto Sodano riassumendo quegli anni a Trapani . “La vicenda dei lavori al porto di Trapani fu il giro di boa del prefetto Sodano, la via di non ritorno, tanti e grandi erano gli interessi – ricorda il consigliere comunale Michele Rallo – Dall’inchiesta “Mafia e appalti” furono tanti gli imprenditori, uomini delle istituzioni e politici finiti in manette per aver favorito o posseduto imprese in realtà nelle mani della mafia. Fatti che risalgono al 2005, ma che ancora oggi hanno una loro attualità, vedasi la recente operazione del 9 aprile, dove sono stati sequestrati beni per 30 milioni di euro (all’imprenditore Morici ndr). Vorrei evidenziare che si tratta dello stesso appalto di allora, degli stessi lavori del porto di Trapani. Sembra quasi che in questa terra nulla cambi, nulla si muova”. “Ho esaminato le mie battaglie non facili – aggiunge nel suo scritto il prefetto Fulvio Sodano – ma alle quali ho sempre creduto nella consapevolezza che la logica dell’uomo di Stato è spesso terreno di scontro contro la sopraffazione della dittatura mafiosa, ma io avevo giurato fedeltà allo Stato, ai principi di democrazia, giustizia e legalità e solo a quelli dovevo ispirare le mie regole di comportamento umano e la mia attività lavorativa e mai avrei dovuto subordinarla ad interessi di parte o limitarne il campo di azione. Ho analizzato le batoste subite, l’isolamento nei momenti critici da parte di chi per logica di potere non mi ha supportato e fu allora che compresi che lo Stato non sempre stava dalla parte dello Stato, ed ancora il rammarico per le tante cose importanti che non ho potuto realizzare ma anche i buoni risultati raggiunti per il successo della equità sociale e per il rispetto della dignità , grazie sopratutto all’ottima collaborazione di chi ha voluto rischiare condividendo le mie idee, scegliendo percorsi impopolari e scomodi”. “La concessione della cittadinanza onoraria al Prefetto Sodano, il prefetto del popolo – conclude Michele Rallo – vuole ricordare la costanza e il coraggio di quest’uomo, perché sia d’esempio per le generazioni future. Il suo ricordo, le sue parole possano essere come vento, toccare gli animi di tutte le genti di questa terra”. “Questo ambito riconoscimento – conclude così la lettera il prefetto Sodano – per me è motivo di riconoscenza e orgoglio, urlo, con la forza della voce del cuore e non più ahimè della parola, che oggi possiamo ben gioire perché la strada per proclamare il lutto della mafia è già aperta, potremo godere nel vedere arresi e umiliati e sconfitti, almeno sino a quando non si ravvedranno sinceramente, i potenti di una volta”.
Al prefetto Sodano da quando è andato via da Trapani a riconoscimento del suo impegno sono state conferite le cittadinanze onorarie di Erice, Marsala e adesso Favignana. Libera ha chiesto che la cittadinanza onoraria gli venga conferita anche dal Comune di Castelvetrano, ancora nessuna decisione. A Trapani invece la proposta ha incontrato un rifiuto prima e un rinvio oggi. Disse “no” nel 2005 il sindaco dell’epoca, Girolamo Fazio, ha rinviato all’adozione di un regolamento il sindaco di oggi, Vito Damiano. Il regolamento adesso c’è ma una volta adottato il primo cittadino si è subito ricordato di altri, del patron del Trapani Calcio, l’armatore Vittorio Morace, per premiarlo dopo la promozione in serie B della squadra. Fazio invece preferì dare la cittadinanza onoraria a due giornalisti che facendo le cronache delle gare di Coppa America, disputatesi a Trapani nel 2005, parlarono bene degli “arancini” che qui loro poterono gustare, avendo come scenario i lavori al porto controllati da quella mafia che Sodano invece aveva cacciato via dalla porta principale del suo ufficio e che poi nelle stanze del potere riuscì a rientrare dalle finestre…aperte sul mare.
dire che la morte dei delfini è dovuta a ‘polmonite aspecifica’ e perché la Magistratura indaghi per individuare eventuali responsabilità!
all’istituzione di stabili e costanti unità di controllo anche a bordo di tutte le navi che hanno l’esclusiva
dei traffici, per monitorare il rilascio di liquidi in mare!
investigations!
Ill.mo Sindaco Comune di Favignana Lucio Antinoro PROPOSTA DI CONCESSIONE CITTADINANZA ONORARIA DA INSIGNIRE ALL’Ex PREFETTO DI TRAPANI DOTT. FULVIO SODANO PREMESSO che: • è compito della giunta comunale, la quale valuta la rispondenza ai criteri fissati dal “Regolamento Comunale Concessione delle Civiche Benemerenze e della Cittadinanza Onoraria” ed esprimere un parere motivato da inoltrare al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva; • la richiesta secondo il suddetto regolamento comunale è pervenuta prima del 30 giugno; • che la presente proposta è a firma di più dell’1/5 dei consiglieri comunali minimi richiesti dallo stesso Regolamento comunale; • che l’obiettivo è quello di onorare la memoria delle personalità che con il loro operato hanno portato lustro alle isole Egadi e all’identità siciliana, lasciando segni evidenti di impegno personale nel migliorare la realtà socio-culturale ed economica sia della comunità locale che dell’intero Paese. RITENUTO che: • per quanto sopra, è opportuno e doveroso da parte dei Consiglieri Comunali firmatari il rilascio del riconoscimento Cittadinanza Onoraria alla memoria del dott. Fulvio Sodano, già Prefetto di Trapani, nella certezza di interpretare la volontà dei cittadini delle Egadi; VISTO l’elevato curriculum vitae dell’onorando, dal quale si evince l’elevata caratura educatrice e di eroe civile; PRESO ATTO che la presente deliberazione non necessita del visto di regolarità contabile dal momento che non comporta oneri a carico del bilancio; Si chiede DI RILASCIARE la Cittadinanza Onoraria al già Prefetto di Trapani Dott. Fulvio Sodano, perché tutte le sue azioni hanno avuto il solo scopo di LIBERARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA MORSA DELLA MAFIA E DAL PENSIERO MAFIOSO e che grazie alle suo operato molto è stato fatto nella Provincia di Trapani, obbligandoci tutti noi cittadini a tenere sempre vigile la nostra attenzione sui fenomeni mafiosi. Oggi sono arrivati i tempi giusti e la coscienza giusta per il rilascio di questa benemerenza al “PREFETTO DEL POPOLO” Dott. Fulvio Sodano. Il presente atto viene letto, confermato e sottoscritto nelle forme di legge. Favignana 06 marzo 2013
Legambiente: “La magistratura che indagava non è stata sostenuta in maniera adeguata e c’è stato un ruolo opaco dei servizi di sicurezza. La Commissione d’inchiesta sui rifiuti conferma le denunce della nostra associazione. Ora si faccia fino in fondo chiarezza” “La relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, pubblicata questa mattina sul sito della Camera Dei Deputati, conferma quello che Legambiente sostiene da anni: la magistratura non ha avuto sostegni adeguati nelle indagini sui traffici transnazionali di rifiuti tossici e radioattivi, che hanno interessato il Mar Mediterraneo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Uno scandalo, quello delle navi dei veleni, in cui viene stigmatizzato dalla stessa Commissione il ruolo dei servizi segreti, inefficaci, negligenti o addirittura condizionati da ragioni inconfessabili”, così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Le vicende e le indagini riassunte nella Relazione, che passa in rassegna tutte le inchieste e gli episodi più rilevanti, a cominciare dalla morte del capitano Natale De Grazia, fotografano una realtà che non riguarda solo il passato. “E’ importante il riferimento che viene fatto dalla stessa Commissione – aggiunge Cogliati Dezza - a indagini recentissime che stanno alzando il velo sui traffici internazionali di rifiuti. Quella che emerge è l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti che richiedono una “competenza” accumulata negli anni da trafficanti e organizzazioni criminali”. “Le vicende delle navi dei veleni ricostruite dalla Commissione - dichiara Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, delineano un quadro complesso e per larghi tratti inquietante, dove silenzi, omissioni, superficialità e complicità si intrecciano, mettendo a nudo un periodo oscuro che ha attraversato la nostra Repubblica. Primo fra tutti la negligenza dei servizi di sicurezza e il ruolo ambiguo di altri pezzi dello Stato. Dunque è il momento che tutte le verità vengano alla luce. Per questo il lavoro della Commissione dovrà segnare un punto di ripartenza dell’ impegno istituzionale e sociale in nome della chiarezza, della verità e della giustizia”.
Dal 2010 ad oggi le Egadi sono avvalorate da un ulteriore fonte culturale che mira alla condivisione e esaltazione dell’ambiente marino. Tutto ciò è possibile grazie al sig.re Gabriele Sercia, che fondando l’associazione no profit “Casa Museo Matteo Sercia”, rende disponibile al pubblico la sua collezione malacologica, arricchisce con una spiegazione.
La conoscenza di ciò che si cela alle svariate profondità marine è forse il miglior modo per render coscienti solo quanti non conoscono l’importanza di ogni essere vivente e come ogni organismo sia legato direttamente o indirettamente a noi.
Vi sono tanti modi per render nota l’importanza di ogni esser vivente, ma l’esperienza didattica museale è una realtà che vive da tempo ed inoltre si sta sempre più adeguando ai tempi che corrono.
La Casa Museo Matteo Sercia , nonostante sia un museo dedicato alla malacologia, non nega due vetrine alle altre forme di vita che è possibile incontrare in Mediterraneo e nei mari tropicali. Tra i diversi esemplari esposti vi sono ricci, come: Arbacia lixula (Linnaeus, 1758), Paracentrotus lividus (Lamarck, 1816), Spaerechinus granularis (Lamarck, 1816 ). Tra questi, vi sono anche echinodermi provenienti da altre aree geografiche come l’Heterocentrotus mammillatus (Linnaeus, 1758), comunemente chiamato Riccio Matita per la presenza di aculei maggiori morfologicamente simili a delle matite. Tra gli altri individui presenti in questa teca vi sono anche diversi crostacei come: Palinurus elephas (Fabricius, 1787), Calappa granulata (Linnaeus, 1767), Dromia personata (Linnaeus, 1758).
La restanti sale del museo si affacciano sul mondo della malacologia marina e terrestre. Solo una grande stanza è dedicata alla moltitudine di esemplari marini di diversa provenienza.
La prima teca mediterranea ci accoglie con diversi esemplari di solito ben conosciuti ma poco apprezzati, forse perché meno variopinti rispetto ad altre conchiglie di provenienza esotica. Un esempio di semplicità morfologica ci viene dalla Patella ferruginea (Gmelin, 1791), che è limitata al Mediterraneo centro-occidentale e soprattutto nelle piccole isole. Un altro esemplare molto semplice, ma molto più noto è l’ Haliotis turbeculata lamellosa (Lamarck, 1822), sottospecie tipica del Mediterraneo.
Altri esempi di esemplari esposti sono: Charonia lampas (Linnaus, 1758), Charonia tritonis variegata (Lamarck, 1816), che comunemente sono conosciute con il nome comune di “Tritoni”, la Xenophora crispa (König, 1825), detta la collezionista di conchiglie, la Bolma rugosa (Linnaus, 1758) e Pinna nobilis (Linnaeus, 1758), che in Sardegna veniva catturata per scopi commerciali.
Nella medesima sala sono presenti anche molti esemplari dei mari esotici, ove le conchiglie anche in questi luoghi, vengono ad esempio utilizzate per la realizzazione di gioielli e cammei, come quelli ottenuti dalla lavorazione della Cypracassis rufa (Linnaeus, 1758).
La malacologia terrestre e dulciacquicola è rappresentata invece in una terza ed ultima sala, permettendoci di entrare in uno scenario ben diverso da quello marino, per ovvie esigenze dei molluschi presenti in questi ambienti.
Con questo presente scritto, si vuole dare un’immagine della Casa Museo Matteo Sercia, poiché è realmente un iniziativa lodevole che esiste ormai da tempo nel nostro amato territorio.
Per info: malacologia@libero.it
Favignana (Isole Egadi) – Via Caligarsia N°10
ASSESSORE AI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIA, PERCHE’ STANZI € 140.000,00 PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL’EX STABILIMENTO FLORIO DELLE TONNARE DI FAVIGNANA E FORMICA. Le precarie condizioni di staticità di una delle storiche ciminiere dell’ex stabilimento Florio di Favignana e la mancanza dell’impianto antincendio mettono a rischio l’apertura e la pubblica fruizione di un sito di straordinaria importanza storica già a partire dalla prossima primavera. Lo stabilimento, magnifico esempio di archeologia industriale e simbolo di lavoro e prosperità per gli abitanti delle Egadi, rischia così di non aprire le sue porte ai visitatori. Il mancato stanziamento di € 140.000,00 da parte dell’Assessorato competente, da destinare alla messa in sicurezza e all’istallazione di un adeguato impianto antincendio, produrrebbe una sensibile diminuzione del flusso turistico, che in questi anni ha avuto come meta privilegiata lo splendido complesso industriale ottocentesco del Damiani Almeyda. La chiusura comprometterebbe, inoltre, l’attività lavorativa delle cooperative giovanili che, grazie a un accordo tra la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani e il Comune di Favignana, hanno gestito l’accoglienza e le visite guidate delle Ex Tonnare Florio non soltanto nella stagione estiva. Infatti, sono parecchi i visitatori che nel periodo autunnale e primaverile vengono sull'isola appositamente per visitare il complesso industriale. La sua chiusura sarebbe un altro grave impoverimento delle già scarse opportunità occupazionali per i giovani isolani. Chiediamo, dunque, all’Assessore Zichichi di stanziare con ogni possibile urgenza i fondi necessari a ristabilire le condizioni di sicurezza e, in questo modo, rendere possibile la fruizione di uno degli esempi migliori di restauro conservativo di un sito industriale del Mediterraneo. Legambiente Egadi
ANCHE ALLE EGADI RITROVATI DUE ESEMPLARI SPIAGGIATE A DISTANZA DI QUALCHE MESE Finora sono state trovate 42 carcasse di delfini spiaggiate nelle coste del mar Tirreno, il fenomeno ha interessato tutte le regioni che si affacciano su questo bacino. Anche nelle nostre isole, in particolare a Favignana, sono state ritrovate a distanza di un mese due carcasse di delfino della specie Stenella Striata. La prima in località pozzo, circa un mese fa, la seconda, sotto segnalazione di un associato del locale circolo Legambiente Egadi appena ieri, precisamente nella scogliera di punta lunga. Riportiamo da fonti del Ministero dell'Ambiente: dal mese di gennaio si è verificata nel Tirreno una mortalità anomala di delfini (stenelle striate) con 42 esemplari spiaggiati tra Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un dato preoccupante che si discosta fortemente dalla media storica di questo tipo di eventi (meno di 4 animali l'anno). Il Ministero dell'Ambiente sta monitorando la situazione grazie alla propria rete scientifica. Dalle prime indagini sembra di poter escludere eventi eccezionali causati dall'uomo, come sversamenti di petrolio o di sostanze inquinanti, ricerche geosismiche o esercitazioni militari. La causa più probabile è di natura infettiva (in 6 soggetti è stata rinvenuta traccia di un batterio, Photobacterium Damselae, che può portare a sindrome emolitica e lesioni ulceratiche). Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale. Noi di Legambiente mostriamo particolare attenzione a questo fenomeno, difatti a coincidere con la nuova e più accurata gestione dell'Area Marina Protetta delle Isole Egadi, è stato notato un ritorno di questo animale nelle coste egadine, anche in periodi, come quello estivo, nel quale si allontanavano dalla costa disturbati dall'intenso traffico marittimo. Ormai sono differenti i gruppi di Tursiopi e Stenelle Striate che frequentano il nostro Arcipelago, con osservazioni nel periodo invernale e primaverile di cuccioli all'interno del branco. Sintomatico della loro stanzialità, avendo trovato un luogo ottimale per riprodurvisi. Responsabile Mare Legambiente Egadi
Pesca al novellame: revocato il decreto regionale. “I nuovi predatori del mare sono stati sconfitti. Il mare siciliano ha bisogno di più rispetto e tutela e le attività di pesca di sostenibilità e regole”. Dichiarazione di Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia. "Hanno resistito più che hanno potuto, ma alla fine hanno dovuto cedere. L'Assessorato regionale alle risorse agricole ha ritirato il decreto che aveva aperto la pesca al novellame. È dal giugno 2010 che questo tipo di pesca è vietata dalle norme europee e la deroga decisa dalla Regione aveva contro tutti i pareri scientifici del CNR, dell'ISPRA e della stessa direzione regionale della pesca. Adesso, i nuovi predatori del mare sono stati sconfitti e le prese in giro elettorali sono state smascherate. Il mare siciliano ha bisogno di più rispetto e tutela e le attività di pesca di sostenibilità e regole".
La storia si ripete e non a caso in piena campagna
elettorale. Con un Decreto
assessoriale della Giunta
Siciliana di Crocetta è stata appena concessa una
deroga
che, in barba alla normativa europea che vieta la pesca
al
novellame (bianchetto e rossetto), ai pareri scientifici e
ad ogni
logica di gestione sostenibile delle risorse marine,
concede per 40 giorni la
possibilità di pesca al
bianchetto, rossetto e cicerello, specie già
dichiarate
gravemente sovrasfruttate e per le quali già dal 1 giugno
2010
non è più consentita la pesca (Reg. Mediterraneo).
“La scellerata ed
arbitraria scelta della Regione Sicilia
di concedere l’ennesima, vergognosa
deroga sul novellame
puzza molto di regalia pre-elettorale e
soprattutto
rappresenta una nuova minaccia per il mare, le sue risorse
e
il futuro della pesca e dei pescatori”, dichiarano
congiuntamente i
rappresentanti di Legambiente, GreenLife,
Marevivo, WWF e Greenpeace.
Per
ogni chilo di novellame, ovvero il pesce come il
bianchetto e il rossetto
pescati ancona neonati, si perdono
fino a 2 quintali di pesce adulto: un vero
e proprio scempio
di risorse che non solo danneggia il mare, ma che
minaccia
la sopravvivenza della pesca stessa.
La crisi del settore, da
anni “vittima” di logiche e
politiche di corto respiro che hanno negli anni
portato
all’attuale impoverimento delle risorse ittiche (-90%
nel
Mediterraneo e -47% nell’Atlantico!!), non si risolverà
attraverso
concessioni arbitrarie come quella fatta dalla
regione Sicilia, ma solo
garantendo la sostenibilità delle
attività di pesca e il rispetto delle
regole.
E’ quello che anni chiedono le associazioni ambientaliste
italiane
e che la stessa Unione Europea ha imposto ai Paesi
membri, obbligati a
presentare dei Piani di Gestione e di
sfruttamento delle risorse in linea con
i pareri scientifici
che, come per il caso del novellame in Sicilia,
avevano
già ampiamente dato un parere contrario a nuove
concessioni di
pesca per bianchetto, rossetto e cicerello,
specie già gravemente sovra
sfruttate.
“Siamo decisi a non permettere che questo scempio si
ripeta
indisturbato e ci siamo già attivati con azioni
forti contro questo decreto,
sia a livello nazionale che
attraverso l’Unione Europea e la Corte dei Conti
e allo
stesso tempo ci auguriamo che il Ministro Catania
intervenga
immediatamente con azioni forti contro questo
vergognoso
provvedimento della regione Sicilia” concludono
i
rappresentanti di Legambiente, GreenLife, Marevivo, WWF
e
Greenpeace.
Palermo - sabato 16
febbraio
Palazzo dei Normanni - Sala Rossa - ore 10.30
La
bellezza come tema portante di scelte concrete, la
qualità come chiave di
ogni trasformazione del territorio.
E’ questo il filo conduttore del disegno
di legge redatto
da Legambiente, “Italia bellezza futuro”, che
sarà
presentata sabato prossimo, 16 febbraio, a Palermo, presso
la Sala
Rossa di Palazzo dei Normanni alle ore 10.30.
La proposta di disegno di legge
punta a coniugare lavoro e
ambiente risanando le città, valorizzando le
risorse del
territorio, fermando il consumo di suolo e le grandi
opere
inutili e sostenendo le rinnovabili. Una sfida per il
governo che
verrà: portare le tematiche ambientali fuori
dalla nicchia, per immaginare un
ciclo economico nuovo.
Alla presentazione sono stati invitati i candidati
al
Parlamento nazionale.
In data 17 dicembre 2012 , nei pressi di Punta Lunga a Favignana, un socio del nostro circolo ha trovato e recuperato un'anfora Dressel 20. Di probabile provenienza betica, nell'antichità questo reperto era un contenitore adibito al trasporto dell'olio dalla Betica (Hispania Baetica) . Il reperto si presenta in ottimo stato di conservazione e, al momento, è in custodia presso la sede dell'Area Marina Protetta "Isole Egadi".
ore 9,15 Registrazione dei partecipanti
ore 9,30 Il ruolo della polizia giudiziaria Gli atti di Polizia giudiziaria L'utilizzazione degli atti nel processo I rapporti con l'autorità giudiziaria
ore 11, 45 Coffee Break
ore 12,00 La polizia giudiziaria nella tutela dell'ambiente La ricerca della prova anche in ordine all’elemento soggettivo Le misure cautelari reali Il sequestro in materia ambientale
ore 13,30 Pausa pranzo
ore 14,30 Le attività di indagine in materia di inquinamento da rifiuti Le attività di indagine in materia di inquinamento idrico
ore 16,30 Il reato ambientale. Gli aspetti teorico-pratici nelle tecniche di indagine
ore 17,30 Chiusura del corso e consegna degli attestati di partecipazione
L’iscrizione al corso è di 180 euro, da versare entro il 28 febbraio tramite bonifico bancario.
Per la scheda d’iscrizione e informazioni, contattare la segreteria organizzativa:
Maria Zammito, 329.5930963
regionale@legambientesicilia.com
Da una settimana una squadra di 13 volontari cerca di rimuovere il catrame spiaggiatosi sulle coste di Favignana e Levanzo a partire dal 16 gennaio. E' un lavoro da certosini, metro per metro, tutto manuale con raschietti e palette per non danneggiare il delicato ecosistema costiero di Favignana, quello svolto dai volontari di Legambiente protezione civile. I volontari sono così riusciti a ripulire buona parte della costa nord-occidentale della più grande delle isole Egadi, contaminata da sversamenti di idrocarburi, rimuovendo ltre una tonnellata di catrame in una settimana di lavoro. Vento forte e mareggiate permettendo. Francesca Ottaviani, coordinatrice delle squadre di Legambiente protezione civile, spiega: «E' un catrame molto solido, spiaggiato a macchia di leopardo su 5 chilometri di costa, quasi tutta a scogliera e molto frammentata. Su ampi tratti è arrivato a schizzi mentre il grosso degli accumuli è a riva e nelle pozze di scogliera. Le mareggiate hanno chiaramente ritardato il ritmo delle operazioni, che vanno condotte in maniera molto attenta e precisa per limitare il più possibile il danno e l'invasività dell'intervento». Ma nonostante i buoni risultati già raggiunti c'è ancora molto da fare per i volontari del Cigno Verde ed il gruppo locale dell'Associazione vigili del fuoco in congedo che collaborano con loro. Un impegno che però sembra non piacere a tutti: ci sono stati alcuni incresciosi episodi di disturbo ai volontari da parte di quelli che Comune ed Ara marina protetta (Amp) definiscono "sfaccendati buontemponi" e polemiche locali sugli interventi in atto ed è dovuto intervenire il Sindaco Antinoro per chiarire che «Il Comune e l'Amp hanno attivato per questa emergenza la procedura prevista dalla legge, richiedendo alla Protezione Civile Nazionale e Regionale di inviare i volontari specializzati. Il 17 gennaio il dirigente del Dipartimento Protezione Civile Regionale, Dott. Lupo, ha risposto alla nostra istanza e il 22 gennaio il Capo della Protezione Civile, Dott. Gabrielli, ha concesso i benefici di legge ai volontari di Legambiente, che sono gli unici specializzati a livello nazionale per questo tipo di interventi. Ai volontari è riconosciuto dalla Protezione Civile il rimborso del vitto e delle spese di viaggio, mentre quelle di soggiorno le sostengono Comune e Amp. Non ci sono compensi per questa attività, che è un atto di generosa passione civile in nome dell'ambiente. Rivolgiamo un grazie sentito ai volontari da parte dell'Amministrazione, dell'Area marina protetta e di tutta la cittadinanza egadina che ha a cuore la tutela delle isole. Purtroppo anche nelle nostre isole si aggirano i "disturbatori malpensanti", che non avendo altro da fare si sono resi protagonisti di provocazioni e atti che denotano mancanza di ospitalità e gratitudine, per di più diffondendo, come al solito, insinuazioni assolutamente campate in aria». Per i tutelare l'operato dei volontari e garantire la sicurezza, il Sindaco ha emanato un'ordinanza per interdire le aree di intervento ai non addetti per tutto il periodo delle operazioni, come previsto dalla legge. «Nei prossimi giorni - conclude Antinoro - arriveranno anche i volontari del Soccorso italiano dell'Ordine di Malta, a coadiuvare i volontari di Legambiente nazionale e della Protezione civile locale. In questo modo l'intervento sarà più veloce ed efficace e spiagge e coste torneranno rapidamente belle e pulite come prima». I volontari del Cigno Verde non sembrano essersela presa troppo per le provocazioni e le polemiche e nelle Egadi i lavori proseguono a ritmo serrato: sono già stati rimossi, in soli 4 giorni, quasi 1.000 kg di catrame: 170 kg, 100 kg, 210 kg e 450 kg rispettivamente nei 4 giorni utili in cui il meteo ha consentito di operare. Il 27 gennaio il personale dell'Amp, il coordinatore del Coc Giuseppe Campo (assessore all'ambiente del Comune di Favignana) e la caposquadra dei volontari, Francesca Ottaviani, hanno effettuato un sopralluogo lungo tutte le coste di Levanzo. Dai rilievi risulta confermato che il greggio si sarebbe riversato unicamente nelle cale settentrionali dell'isola, Cala Tramontana e Cala Calcara. L'intervento a Levanzo, che risulta difficile dal punto di vista logistico per l'inaccessibilità dei luoghi con automezzi, sarà effettuato successivamente a quello in corso lungo le coste nord-occidentali di Favignana. Linda Guarino, presidente del circolo Legambiente Egadi, non si lascia invischiare dalle piccole provocazioni locali e getta uno sguardo d'insieme su un problema gravissimo: «Lo sversamento più o meno accidentale di idrocarburi sulle nostre coste avviene purtroppo con una certa frequenza, mettendo in serio pericolo il delicato ambiente costiero del nostro arcipelago. Sono, però, tutte le aree marine protette e l'intero Mediterraneo a correre questo rischio. Per questo motivo ritengo che siano urgenti tanto strumenti più adeguati di prevenzione e repressione, quanto politiche energetiche che si rivolgano a modelli di sviluppo sostenibile, dove le ragioni economiche trovino un punto di equilibrio con le ragioni etiche».
Rinviato a data da destinarsi il convegno “Piccole isole, grandi parchi – verso gli stati generali delle aree protette”, previsto a Favignana per il 2 febbraio 2013. Impegni legati alle prossime elezioni coinvolgono alcuni degli esponenti politici ospiti dell’evento. Poiché si ritiene importante affidare ad interlocutori parlamentari le riflessioni che emergeranno dal confronto tra esponenti politici, tecnici e del territorio, si preferisce rimandare l’appuntamento ad una data successiva alle prossime elezioni.
Per l’ennesima volta le isole Egadi nell’arco di pochi giorni sono rimaste isolate. Servizi essenziali come la scuola, gli uffici pubblici, le poste, le banche, i presidi sanitari sono stati sospesi o erogati al minimo in situazione di precarietà. Posto che siamo in inverno e che non si può evitare il maltempo, le domande che non si possono eludere rimangono: noi, abitanti delle isole minori, abbiamo gli stessi diritti degli altri italiani? L’articolo 3 della Costituzione, che afferma l’uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti i cittadini, vale anche per noi? L’Unione Europea dedica l’anno 2013 ai diritti di cittadinanza, ma i governi nazionali e le autorità territoriali come intendono dare applicazione ai principi di sussidiarietà, di flessibilità positiva, di vicinanza ai bisogni dei cittadini, di cui sentiamo continuamente parlare, ma che continuano ad essere inapplicati? E’ evidente che in luoghi caratterizzati da condizioni particolari, come le isole minori, non è opportuno utilizzare gli strumenti di gestione considerati efficaci in altre parti del territorio nazionale. Per rispondere ai bisogni degli isolani, impellenti e non più rinviabili, bisogna aprire prospettive legislative nuove, che traducano i buoni propositi in diritti garantiti da leggi. Il diritto alla salute, all’istruzione, alla mobilità delle comunità isolane devono essere messi al centro dell’attività legislativa dell’Assemblea Regionale. E’ il momento di avviare politiche che evitino agli isolani una vita in condizione di minorità e un’ulteriore diminuzione della popolazione costretta a trasferimenti verso condizioni di cittadinanza più certe. Per queste ragioni chiediamo con forza l’attenzione che meritano le nostre isole ed una legislazione attenta alla specificità dei nostri bisogni. Il Circolo Legambiente Egadi
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