Rinviato a data da destinarsi il convegno “Piccole isole, grandi parchi – verso gli stati generali delle aree protette”, previsto a Favignana per il 2 febbraio 2013. Impegni legati alle prossime elezioni coinvolgono alcuni degli esponenti politici ospiti dell’evento. Poiché si ritiene importante affidare ad interlocutori parlamentari le riflessioni che emergeranno dal confronto tra esponenti politici, tecnici e del territorio, si preferisce rimandare l’appuntamento ad una data successiva alle prossime elezioni.
Per l’ennesima volta le isole Egadi nell’arco di pochi giorni sono rimaste isolate. Servizi essenziali come la scuola, gli uffici pubblici, le poste, le banche, i presidi sanitari sono stati sospesi o erogati al minimo in situazione di precarietà. Posto che siamo in inverno e che non si può evitare il maltempo, le domande che non si possono eludere rimangono: noi, abitanti delle isole minori, abbiamo gli stessi diritti degli altri italiani? L’articolo 3 della Costituzione, che afferma l’uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti i cittadini, vale anche per noi? L’Unione Europea dedica l’anno 2013 ai diritti di cittadinanza, ma i governi nazionali e le autorità territoriali come intendono dare applicazione ai principi di sussidiarietà, di flessibilità positiva, di vicinanza ai bisogni dei cittadini, di cui sentiamo continuamente parlare, ma che continuano ad essere inapplicati? E’ evidente che in luoghi caratterizzati da condizioni particolari, come le isole minori, non è opportuno utilizzare gli strumenti di gestione considerati efficaci in altre parti del territorio nazionale. Per rispondere ai bisogni degli isolani, impellenti e non più rinviabili, bisogna aprire prospettive legislative nuove, che traducano i buoni propositi in diritti garantiti da leggi. Il diritto alla salute, all’istruzione, alla mobilità delle comunità isolane devono essere messi al centro dell’attività legislativa dell’Assemblea Regionale. E’ il momento di avviare politiche che evitino agli isolani una vita in condizione di minorità e un’ulteriore diminuzione della popolazione costretta a trasferimenti verso condizioni di cittadinanza più certe. Per queste ragioni chiediamo con forza l’attenzione che meritano le nostre isole ed una legislazione attenta alla specificità dei nostri bisogni. Il Circolo Legambiente Egadi
“Al via la rimozione manuale del catrame per tutelare il delicato ecosistema costiero nonostante le difficili condizioni meteo” Sono partite le squadre di Legambiente protezione civile specializzate nella pulizia e ripristino dell’ecosistema costiero contaminato dagli sversamenti di idrocarburi e oggi, a Favignana, inizieranno le operazioni di recupero del catrame spiaggiato nei giorni scorsi lungo la costa nord-ovest dell’isola, tra punta Sottile e punta di Ferro, nell’area marina protetta delle Isole Egadi, luogo di straordinaria bellezza e inestimabile valore. I volontari interverranno su circa un chilometro e mezzo di costa dove procederanno suddividendo la porzione di costa interessata dallo spiaggiamento in piccoli segmenti nei quali opereranno procedendo da monte verso la battigia, per rimuovere manualmente, con l'ausilio di raschietti, palette e rastrelli le chiazze di catrame. Per questo intervento i volontari saranno attrezzati con guanti speciali, tute e maschere protettive al fine di conciliare al meglio la tempestività e l'efficacia dell'intervento con la massima sicurezza per gli operatori. “Questo specifico intervento - ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni - viene realizzato a mano, sia per garantire la rimozione della maggior quantità di catrame possibile, sia per evitare eventuali potenziali danni al delicato ecosistema costiero. Le operazioni di recupero e ripristino dell’area contaminata sono infatti decisive per la tutela e la corretta fruizione di questa zona, tanto pregiata quanto fragile, che deve essere necessariamente ripulita con efficienza e tempestività. Un intervento reso particolarmente complesso dalle condizioni meteo proibitive che ancora imperversano sull'isola”. L’inquinamento da idrocarburi rappresenta una minaccia quotidiana per il Mar Mediterraneo, attraversato ogni giorno da 2.000 traghetti, 1.500 cargo e 2.000 imbarcazioni commerciali di cui 300 navi cisterna, che trasportano ogni anno oltre 340 milioni di tonnellate di greggio. Il rischio di inquinamento petrolifero non deriva solo dall’eventualità di incidenti dei cargo, ma anche da attività quotidiane illecite come il lavaggio delle cisterne in navigazione “Ancora molto deve essere fatto perché si diffonda la consapevolezza della straordinaria importanza e delicatezza dell’ecosistema del mar Mediterraneo – ha aggiunto il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana -. Ci auguriamo che il governo regionale e il prossimo governo nazionale, si facciano al più presto promotori di iniziative politiche e culturali di livello internazionale volte a condividere con tutti i paesi del bacino una vera politica di tutela del mare che è stata la culla della nostra civiltà."
Solo oggi, causa mal tempo, sono arrivate a Favignana le due squadre specializzate in spiaggiamento di idrocarburi della Protezione Civile Legambiente al fine di avviare i lavori di pulizia della costa interessata dal catrame. Oggi verranno fatti gli ultimi sopralluoghi al fine di transennare l'area interessata, creare la stazione mobile di smaltimento e avviare i lavori. Per quanto riguarda le giornate di pulizia con volontariato civile libero (non specializzato) si resta in attesa delle direttive della Protezione Civile, che dovrà mettere nelle condizioni ottimali e in tutta sicurezza la zona in cui si interverrà. La preparazione della stazione di lavoro è necessaria affinché il lavoro dei volontari sia il più efficace e incisivo possibile. Quindi si chiede a tutti i volontari che vogliono partecipare, di attendere le disposizioni che daremo a giorni. Intanto grazie a tutti per la vostra voglia di dare una mano al mare e alle nostree isole. Michele Rallo Resp. Mare Legambiente Egadi
Legambiente: “Pronte le squadre di volontari specializzate negli interventi di pulizia delle coste. Domani il primo sopralluogo nell’area inquinata da idrocarburi” Desta indignazione lo spiaggiamento di catrame segnalato nei giorni scorsi lungo la costa nord-ovest di Favignana, tra punta Sottile e punta di Ferro, nell’area marina protetta delle Isole Egadi, luogo di straordinaria bellezza e inestimabile valore. La marea nera ha inquinato un chilometro di costa. Legambiente si è subito attivata per collaborare con il Dipartimento della protezione civile, con la Regione Siciliana, il comune di Favignana e l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi e inviare sull’isola le sue squadre di volontari specializzati negli interventi di pulizia, che contribuiranno al recupero del prodotto petrolifero spiaggiato. Già da domani verranno effettuati i primi sopralluoghi nelle aree colpite per valutare come intervenire al meglio, con efficacia e tempestività, per salvaguardare l’ecosistema marino costiero. “Intervenire per preservare il nostro ecosistema costiero è uno degli impegni che caratterizza da ormai molti anni la nostra associazione – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – I nostri volontari sono, infatti, formati e preparati per fronteggiare questo tipo di emergenze. Il primo sopralluogo ci permetterà di capire il livello di gravità della situazione per poter così procedere con operazioni tempestive, sicure ed efficaci per la rimozione del prodotto petrolifero spiaggiato”. L’inquinamento da idrocarburi rappresenta una minaccia quotidiana per il Mar Mediterraneo, attraversato ogni giorno da 2.000 traghetti, 1.500 cargo e 2.000 imbarcazioni commerciali di cui 300 navi cisterna, che trasportano ogni anno oltre 340 milioni di tonnellate di greggio. Il rischio di inquinamento petrolifero non deriva solo dall’eventualità di incidenti dei cargo, ma anche da attività quotidiane illecite come il lavaggio delle cisterne in navigazione. È dunque importante attuare una rete di controlli per porre fine a questa consueta pratica illecita. “Realizzare un intervento tempestivo ed efficace – continua Muroni – significa anche contribuire a tutelare l’economia locale, fondata sulle bellezze naturali dell’ Area marina protetta delle Egadi. È quindi fondamentale intervenire prontamente, perché il catrame spiaggiato venga rimosso affinché cittadini e turisti possano godere pienamente delle bellezza delle spiagge di Favignana”. Dal 2002, anno del tragico incidente della petroliera “Prestige” in Galizia, Legambiente è in prima linea negli interventi internazionali e nazionali per la pulizia delle coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi. Da allora, l’associazione ha organizzato corsi di alta formazione rivolti ai propri volontari per prepararli ad intervenire con tempestività, professionalità e sicurezza diventando così un punto di riferimento per la protezione civile in Italia e all’estero.
Si vuol dare comunicazione che il 21 dicembre 2012 sono state inviate entro i termini di legge le osservazioni nella procedura VIA (valutazioni di impatto ambientale) relativa al progetto di realizzare un impianto eolico offshore sullo stretto di Sicilia nella zona Banco di Pantelleria e Banchi Avventura, da parte delle società "FOUR WIND SRL - C&C CONSULTING ENGINEERING SRL". Trattasi di ennesimo tentativo della Four Wind srl, di insediare un gigantesco impianto eolico offshore nel bel mezzo del canale di Sicilia, zona riconosciuta internazionalmente ad altissimo valore ambientale, tanto da inserirla dalla UNEP MAP (agenzia dell'ONU per la protezione del Mediterraneo) nella SPAMI list, come future aree protette internazionali (tranfrontaliere). Lungo e intenso il lavoro concertato dalla nostra associazione, Legambiente Egadi, che ha curato gli aspetti riguardanti le biocenosi marine e l'impatto sulle tratte migratorie e stanziali della fauna marina, interessato anche il responsabile conservazione natura della Legambiente Sicilia, dott. Angelo Di Marca, che si è soffermato sugli aspetti dei flussi migratori di avifauna e le prescrizioni delle zone sic, non ultimo gli amici di Apnea Pantelleria, nella figura del suo presidente Alberto Zaccagni. Nel corpo delle osservazioni si segnalano le insufficienze documentali con la conseguente richiesta di adeguate integrazioni; proposta di delocalizzare l'impianto e tutela della rotta di migrazione internazionale Capo Bon (Tunisia), isola di Pantelleria, isole Pelagie, isole Egadi e costa del trapanese e area SPAMI. I punti critici: - l'insufficienti informazioni in merito alla posa dei giganteschi tripodi che sosterranno i pali con rotore e l'elica, segnalando essi stessi che il sistema che volevano adottare è Patente Panding, vale a dire l'utilizzo di un sistema privo di certificazione e brevetto; - il rischio per le biocenosi di altissimo valore ambientale presenti nell'area interessata, di scomparire per sempre, grazie all'azione di logorio che avrebbe comportato la posa e la futura azione dei cavi di acciaio pesanti 15 tonnellate l'uno; - l'azione negativa sulle rotte migratorie di avifauna di cui l'area viene interessata stagionalmente e/o stanzialmente; - il rispetto delle indicazioni del piano di gestione comunitario indicato dal SIC. Il Canale di Sicilia con i suoi banchi e isole mancate è oggi il Mediterraneo di ieri, vogliamo mantenerlo così per le generazioni future. Michele Rallo Responsabile Mare Legambiente Egadi
A Favignana, la più grande e popolata delle Isole Egadi, il catrame ha invaso più di un chilometro di costa, nel tratto della zona Pozzo, tra punta Faraglione e punta Ferro, nel litorale Nord Ovest. Dal 13 dicembre sono impegnanti nella difficile bonifica i volontari della Protezione civile, coordinati dall'assessorato del Comune. La marea di catrame probabilmente proviene dal lavaggio delle cisterne di qualche petroliera o nave cisterna passata al largo dell'arcipelago, e il direttore dell'Area marina protetta delle Isole Egadi, Stefano Donati, ricorda che si tratta di una pratica vietata dalla legge. Si teme anche che parti della la marea nera possano aver raggiunto o possano raggiungere anche tratti di costa di Levanzo e Marettimo. Purtroppo, come già successo in casi di inquinamento da idrocarburi avvenuti in altre sole e tratti di coste italiane, è difficile (ma non impossibile, basterebbe attuare sistemi di sorveglianza in continuo adottati da altri Stati) risalire alla nave che ha provocato questo scempio ambientale, visto che questi sversamenti pirata viaggiano in mare anche per settimane prima di addensarsi perdendo la loro parte volatile ed arrivare a terra dove ricoprono gli scogli e sterminano la vita marina. Donati ha avvertito il ministero dell'Ambiente di questo ennesimo atto di pirateria ambientale ed ha chiesto alla Capitaneria di prima dello ci fossero petroliere in navigazione a nord delle Egadi ed ha detto: «Purtroppo il catrame si è depositato anche sulla preziosa spiaggia corallina di località Pozzo, uno dei luoghi più belli e significativi, dal punto di vista ecologico, della costa di Favignana. Lo sversamento è in quantità esigue, ma distribuito su tutta la costa, e solo un intervento tempestivo e veloce di ripulitura potrà consentirci di minimizzare il danno. Questo sversamento è probabilmente da addebitarsi alla pratica indecente del lavaggio delle cisterne di una petroliera, effettuata da qualche comandante senza scrupoli, magari in acque internazionali. Non può quindi parlarsi di incidente, ma di evento doloso, che purtroppo resterà come al solito senza colpevoli. Lo Stato e le autorità internazionali dovrebbero attivarsi maggiormente per impedire e reprimere con forza questi abusi, che minacciano gravemente l'ambiente e l'economia delle coste». La cosa certa è che bisognerà lavorare per almeno una settimana per rimuovere circa 500 chili di catrame: «La difficoltà maggiore - spiegano a Legambiente Egadi - è toglierlo dagli scogli. Per ora si è intervenuti n acqua e nella spiaggia di cala del pozzo, dove c'è un tipo di sabbia corallina molto pregiata. L'intervento tempestivo potrebbe risultare decisivo per evitare ulteriore danni all'habitat dell'isola». Per questo Donati ha lanciato un appello a quanti vogliano dare il loro contributo per bonificare l'area interessata dal caso di inquinamento: «Servono uomini e braccia per rimuovere la macchia nera che ha aggredito la costa di Favignana». Michele Rallo, di Legambiente Egadi, ha già annunciato che per il prossimo fine settimana arriveranno altri volontari ed ha lanciato un appello ai cittadini per aumentare le squadre di bonifica.



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