giovedì 21 febbraio 2013 Tags: , 0 commenti

APPELLO AD ANTONIO ZICHICHI

ASSESSORE AI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIA, PERCHE’ STANZI € 140.000,00 PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL’EX STABILIMENTO FLORIO DELLE TONNARE DI FAVIGNANA E FORMICA. Le precarie condizioni di staticità di una delle storiche ciminiere dell’ex stabilimento Florio di Favignana e la mancanza dell’impianto antincendio mettono a rischio l’apertura e la pubblica fruizione di un sito di straordinaria importanza storica già a partire dalla prossima primavera. Lo stabilimento, magnifico esempio di archeologia industriale e simbolo di lavoro e prosperità per gli abitanti delle Egadi, rischia così di non aprire le sue porte ai visitatori. Il mancato stanziamento di € 140.000,00 da parte dell’Assessorato competente, da destinare alla messa in sicurezza e all’istallazione di un adeguato impianto antincendio, produrrebbe una sensibile diminuzione del flusso turistico, che in questi anni ha avuto come meta privilegiata lo splendido complesso industriale ottocentesco del Damiani Almeyda. La chiusura comprometterebbe, inoltre, l’attività lavorativa delle cooperative giovanili che, grazie a un accordo tra la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani e il Comune di Favignana, hanno gestito l’accoglienza e le visite guidate delle Ex Tonnare Florio non soltanto nella stagione estiva. Infatti, sono parecchi i visitatori che nel periodo autunnale e primaverile vengono sull'isola appositamente per visitare il complesso industriale. La sua chiusura sarebbe un altro grave impoverimento delle già scarse opportunità occupazionali per i giovani isolani. Chiediamo, dunque, all’Assessore Zichichi di stanziare con ogni possibile urgenza i fondi necessari a ristabilire le condizioni di sicurezza e, in questo modo, rendere possibile la fruizione di uno degli esempi migliori di restauro conservativo di un sito industriale del Mediterraneo. Legambiente Egadi

MARE, MORIA DI DELFINI IN TUTTO IL BACINO DEL TIRRENO

ANCHE ALLE EGADI RITROVATI DUE ESEMPLARI SPIAGGIATE A DISTANZA DI QUALCHE MESE Finora sono state trovate 42 carcasse di delfini spiaggiate nelle coste del mar Tirreno, il fenomeno ha interessato tutte le regioni che si affacciano su questo bacino. Anche nelle nostre isole, in particolare a Favignana, sono state ritrovate a distanza di un mese due carcasse di delfino della specie Stenella Striata. La prima in località pozzo, circa un mese fa, la seconda, sotto segnalazione di un associato del locale circolo Legambiente Egadi appena ieri, precisamente nella scogliera di punta lunga. Riportiamo da fonti del Ministero dell'Ambiente: dal mese di gennaio si è verificata nel Tirreno una mortalità anomala di delfini (stenelle striate) con 42 esemplari spiaggiati tra Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un dato preoccupante che si discosta fortemente dalla media storica di questo tipo di eventi (meno di 4 animali l'anno). Il Ministero dell'Ambiente sta monitorando la situazione grazie alla propria rete scientifica. Dalle prime indagini sembra di poter escludere eventi eccezionali causati dall'uomo, come sversamenti di petrolio o di sostanze inquinanti, ricerche geosismiche o esercitazioni militari. La causa più probabile è di natura infettiva (in 6 soggetti è stata rinvenuta traccia di un batterio, Photobacterium Damselae, che può portare a sindrome emolitica e lesioni ulceratiche). Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale. Noi di Legambiente mostriamo particolare attenzione a questo fenomeno, difatti a coincidere con la nuova e più accurata gestione dell'Area Marina Protetta delle Isole Egadi, è stato notato un ritorno di questo animale nelle coste egadine, anche in periodi, come quello estivo, nel quale si allontanavano dalla costa disturbati dall'intenso traffico marittimo. Ormai sono differenti i gruppi di Tursiopi e Stenelle Striate che frequentano il nostro Arcipelago, con osservazioni nel periodo invernale e primaverile di cuccioli all'interno del branco. Sintomatico della loro stanzialità, avendo trovato un luogo ottimale per riprodurvisi. Responsabile Mare Legambiente Egadi

martedì 19 febbraio 2013 Tags: 0 commenti

Pesca al novellame: revocato il decreto regionale. “I nuovi predatori del mare sono stati sconfitti. Il mare siciliano ha bisogno di più rispetto e tutela e le attività di pesca di sostenibilità e regole”. Dichiarazione di Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia. "Hanno resistito più che hanno potuto, ma alla fine hanno dovuto cedere. L'Assessorato regionale alle risorse agricole ha ritirato il decreto che aveva aperto la pesca al novellame. È dal giugno 2010 che questo tipo di pesca è vietata dalle norme europee e la deroga decisa dalla Regione aveva contro tutti i pareri scientifici del CNR, dell'ISPRA e della stessa direzione regionale della pesca. Adesso, i nuovi predatori del mare sono stati sconfitti e le prese in giro elettorali sono state smascherate. Il mare siciliano ha bisogno di più rispetto e tutela e le attività di pesca di sostenibilità e regole".

giovedì 14 febbraio 2013 Tags: 0 commenti

Operazioni di pulizia del catrame spiaggiato alle Egadi

martedì 12 febbraio 2013 Tags: 0 commenti

Autorizzata la pesca al novellame nei mari siciliani


Roma, 11 febbraio 2013                                                                                     Comunicato stampa


Legambiente: “Iniziativa irresponsabile e miope che allontana la Sicilia dall’Europa”


Il Governo Regionale siciliano ha autorizzato la pesca del novellame nei mari siciliani, avallando quindi la distruzione delle già scarse risorse ittiche, con un discutibile provvedimento adottato in evidente violazione della normativa europea.
“Si tratta di un vero condono per la pesca illegale – ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile nazionale Mare di Legambiente –, che va a totale vantaggio di chi è uso a depredare i nostri mari e a totale discapito delle marinerie corrette e seriamente impegnate a valorizzare la risorsa mare. Una decisione che opponendosi completamente alla riforma della politica comune della pesca appena approvata dal Parlamento europeo, allontana sempre più la Sicilia dall’Europa”.

Sotto la voce novellame sono compresi avannotti di tutte le specie ittiche, anche quelle pregiate come Mormore, Triglie, Fagiani, Tracine, Pettini. Inoltre, con le lime dei piombi delle sciabiche, vengono arati i fondali, distruggendo tutte le forme di vita presenti e rendendo impossibile l’uso di altri sistemi ben più selettivi e sostenibili. Al danno all’ambiente costiero marino, si deve aggiungere il danno allo stesso settore della pesca, dato che questo tipo di pesca, così come lo strascico, contribuisce in maniera determinante al depauperamento delle risorse ittiche.

“Da un Governo che doveva compiere una “Rivoluzione” nel senso della Legalità e del rispetto delle risorse naturali, ci si aspettava qualcosa di molto diverso – ha dichiarato il presidente del Circolo Legambiente Nebrodi Enzo Bontempo -. Per un provvedimento del genere sarebbe bastato invece un normalissimo Governo del passato. L’apertura della pesca alla neonata suona infatti come un provvedimento ispirato dalla logica delle mance elettorali, volto a raccattare il voto degli operatori più spregiudicati, che mirano a realizzare profitti immediati a danno di tutti i lavoratori del mare che si sono battuti negli anni contro questo tipo di pesca distruttiva per il mare ed offensiva per la sensibilità dei cittadini”.

L’ufficio stampa: 06.86268376 - 53



SICILIA, LA REGIONE CONCEDE DEROGHE ARBITRARIE PER LA PESCA

La storia si ripete e non a caso in piena campagna
elettorale. Con un Decreto assessoriale della Giunta
Siciliana di Crocetta è stata appena concessa una deroga
che, in barba alla normativa europea che vieta la pesca al
novellame (bianchetto e rossetto), ai pareri scientifici e
ad ogni logica di gestione sostenibile delle risorse marine,
concede per 40 giorni la possibilità di pesca al
bianchetto, rossetto e cicerello, specie già dichiarate
gravemente sovrasfruttate e per le quali già dal 1 giugno
2010 non è più consentita la pesca (Reg. Mediterraneo).
“La scellerata ed arbitraria scelta della Regione Sicilia
di concedere l’ennesima, vergognosa deroga sul novellame
puzza molto di regalia pre-elettorale e soprattutto
rappresenta una nuova minaccia per il mare, le sue risorse e
il futuro della pesca e dei pescatori”, dichiarano
congiuntamente i rappresentanti di Legambiente, GreenLife,
Marevivo, WWF e Greenpeace.
Per ogni chilo di novellame, ovvero il pesce come il
bianchetto e il rossetto pescati ancona neonati, si perdono
fino a 2 quintali di pesce adulto: un vero e proprio scempio
di risorse che non solo danneggia il mare, ma che minaccia
la sopravvivenza della pesca stessa.
La crisi del settore, da anni “vittima” di logiche e
politiche di corto respiro che hanno negli anni portato
all’attuale impoverimento delle risorse ittiche (-90% nel
Mediterraneo e -47% nell’Atlantico!!), non si risolverà
attraverso concessioni arbitrarie come quella fatta dalla
regione Sicilia, ma solo garantendo la sostenibilità delle
attività di pesca e il rispetto delle regole.
E’ quello che anni chiedono le associazioni ambientaliste
italiane e che la stessa Unione Europea ha imposto ai Paesi
membri, obbligati a presentare dei Piani di Gestione e di
sfruttamento delle risorse in linea con i pareri scientifici
che, come per il caso del novellame in Sicilia, avevano
già ampiamente dato un parere contrario a nuove
concessioni di pesca per bianchetto, rossetto e cicerello,
specie già gravemente sovra sfruttate.
“Siamo decisi a non permettere che questo scempio si
ripeta indisturbato e ci siamo già attivati con azioni
forti contro questo decreto, sia a livello nazionale che
attraverso l’Unione Europea e la Corte dei Conti e allo
stesso tempo ci auguriamo che il Ministro Catania intervenga
immediatamente con azioni forti contro questo vergognoso
provvedimento della regione Sicilia” concludono i
rappresentanti di Legambiente, GreenLife, Marevivo, WWF e
Greenpeace.

Presentazione del ddl - ITALIA BELLEZZA FUTURO

Palermo - sabato 16 febbraio

Palazzo dei Normanni - Sala Rossa - ore 10.30



La bellezza come tema portante di scelte concrete, la
qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio.
E’ questo il filo conduttore del disegno di legge redatto
da Legambiente, “Italia bellezza futuro”, che sarà
presentata sabato prossimo, 16 febbraio, a Palermo, presso
la Sala Rossa di Palazzo dei Normanni alle ore 10.30.
La proposta di disegno di legge punta a coniugare lavoro e
ambiente risanando le città, valorizzando le risorse del
territorio, fermando il consumo di suolo e le grandi opere
inutili e sostenendo le rinnovabili. Una sfida per il
governo che verrà: portare le tematiche ambientali fuori
dalla nicchia, per immaginare un ciclo economico nuovo.
Alla presentazione sono stati invitati i candidati al
Parlamento nazionale.

mercoledì 6 febbraio 2013 Tags: 0 commenti

Ritrovata anfora Dressel 20 a Favignana

In data 17 dicembre 2012 , nei pressi di Punta Lunga a Favignana, un socio del nostro circolo ha trovato e recuperato un'anfora Dressel 20. Di probabile provenienza betica, nell'antichità questo reperto era  un contenitore adibito al trasporto dell'olio dalla Betica (Hispania Baetica) . Il reperto si presenta in ottimo stato di conservazione e, al momento, è in custodia presso la sede dell'Area Marina Protetta "Isole Egadi".





venerdì 1 febbraio 2013 Tags: 0 commenti

Corso di formazione in Diritto Ambientale

“Accertamenti, tecniche di indagine e reati nella tutela dell'ambiente” 
 venerdì, 8 marzo 2013 
c/o Istituto Tecnico per Geometri - 
viale dei Platani 180, Ragusa 
 Docente: Luca Ramacci consigliere della III sezione della Corte di Cassazione 

 PROGRAMMA 

ore 9,15 Registrazione dei partecipanti

ore 9,30 Il ruolo della polizia giudiziaria Gli atti di Polizia giudiziaria L'utilizzazione degli atti nel processo I rapporti con l'autorità giudiziaria

ore 11, 45 Coffee Break

ore 12,00 La polizia giudiziaria nella tutela dell'ambiente La ricerca della prova anche in ordine all’elemento soggettivo Le misure cautelari reali Il sequestro in materia ambientale

ore 13,30 Pausa pranzo

ore 14,30 Le attività di indagine in materia di inquinamento da rifiuti Le attività di indagine in materia di inquinamento idrico 

ore 16,30 Il reato ambientale. Gli aspetti teorico-pratici nelle tecniche di indagine

ore 17,30 Chiusura del corso e consegna degli attestati di partecipazione


L’iscrizione al corso è di 180 euro, da versare entro il 28 febbraio tramite bonifico bancario.

Per la scheda d’iscrizione e informazioni, contattare la segreteria organizzativa:
Maria Zammito, 329.5930963
regionale@legambientesicilia.com

Egadi, volontari rimuovono una tonnellata di catrame dalla costa di Favignana

Da una settimana una squadra di 13 volontari cerca di rimuovere il catrame spiaggiatosi sulle coste di Favignana e Levanzo a partire dal 16 gennaio. E' un lavoro da certosini, metro per metro, tutto manuale con raschietti e palette per non danneggiare il delicato ecosistema costiero di Favignana, quello svolto dai volontari di Legambiente protezione civile. I volontari sono così riusciti a ripulire buona parte della costa nord-occidentale della più grande delle isole Egadi, contaminata da sversamenti di idrocarburi, rimuovendo ltre una tonnellata di catrame in una settimana di lavoro. Vento forte e mareggiate permettendo. Francesca Ottaviani, coordinatrice delle squadre di Legambiente protezione civile, spiega: «E' un catrame molto solido, spiaggiato a macchia di leopardo su 5 chilometri di costa, quasi tutta a scogliera e molto frammentata. Su ampi tratti è arrivato a schizzi mentre il grosso degli accumuli è a riva e nelle pozze di scogliera. Le mareggiate hanno chiaramente ritardato il ritmo delle operazioni, che vanno condotte in maniera molto attenta e precisa per limitare il più possibile il danno e l'invasività dell'intervento». Ma nonostante i buoni risultati già raggiunti c'è ancora molto da fare per i volontari del Cigno Verde ed il gruppo locale dell'Associazione vigili del fuoco in congedo che collaborano con loro. Un impegno che però sembra non piacere a tutti: ci sono stati alcuni incresciosi episodi di disturbo ai volontari da parte di quelli che Comune ed Ara marina protetta (Amp) definiscono "sfaccendati buontemponi" e polemiche locali sugli interventi in atto ed è dovuto intervenire il Sindaco Antinoro per chiarire che «Il Comune e l'Amp hanno attivato per questa emergenza la procedura prevista dalla legge, richiedendo alla Protezione Civile Nazionale e Regionale di inviare i volontari specializzati. Il 17 gennaio il dirigente del Dipartimento Protezione Civile Regionale, Dott. Lupo, ha risposto alla nostra istanza e il 22 gennaio il Capo della Protezione Civile, Dott. Gabrielli, ha concesso i benefici di legge ai volontari di Legambiente, che sono gli unici specializzati a livello nazionale per questo tipo di interventi. Ai volontari è riconosciuto dalla Protezione Civile il rimborso del vitto e delle spese di viaggio, mentre quelle di soggiorno le sostengono Comune e Amp. Non ci sono compensi per questa attività, che è un atto di generosa passione civile in nome dell'ambiente. Rivolgiamo un grazie sentito ai volontari da parte dell'Amministrazione, dell'Area marina protetta e di tutta la cittadinanza egadina che ha a cuore la tutela delle isole. Purtroppo anche nelle nostre isole si aggirano i "disturbatori malpensanti", che non avendo altro da fare si sono resi protagonisti di provocazioni e atti che denotano mancanza di ospitalità e gratitudine, per di più diffondendo, come al solito, insinuazioni assolutamente campate in aria». Per i tutelare l'operato dei volontari e garantire la sicurezza, il Sindaco ha emanato un'ordinanza per interdire le aree di intervento ai non addetti per tutto il periodo delle operazioni, come previsto dalla legge. «Nei prossimi giorni - conclude Antinoro - arriveranno anche i volontari del Soccorso italiano dell'Ordine di Malta, a coadiuvare i volontari di Legambiente nazionale e della Protezione civile locale. In questo modo l'intervento sarà più veloce ed efficace e spiagge e coste torneranno rapidamente belle e pulite come prima». I volontari del Cigno Verde non sembrano essersela presa troppo per le provocazioni e le polemiche e nelle Egadi i lavori proseguono a ritmo serrato: sono già stati rimossi, in soli 4 giorni, quasi 1.000 kg di catrame: 170 kg, 100 kg, 210 kg e 450 kg rispettivamente nei 4 giorni utili in cui il meteo ha consentito di operare. Il 27 gennaio il personale dell'Amp, il coordinatore del Coc Giuseppe Campo (assessore all'ambiente del Comune di Favignana) e la caposquadra dei volontari, Francesca Ottaviani, hanno effettuato un sopralluogo lungo tutte le coste di Levanzo. Dai rilievi risulta confermato che il greggio si sarebbe riversato unicamente nelle cale settentrionali dell'isola, Cala Tramontana e Cala Calcara. L'intervento a Levanzo, che risulta difficile dal punto di vista logistico per l'inaccessibilità dei luoghi con automezzi, sarà effettuato successivamente a quello in corso lungo le coste nord-occidentali di Favignana. Linda Guarino, presidente del circolo Legambiente Egadi, non si lascia invischiare dalle piccole provocazioni locali e getta uno sguardo d'insieme su un problema gravissimo: «Lo sversamento più o meno accidentale di idrocarburi sulle nostre coste avviene purtroppo con una certa frequenza, mettendo in serio pericolo il delicato ambiente costiero del nostro arcipelago. Sono, però, tutte le aree marine protette e l'intero Mediterraneo a correre questo rischio. Per questo motivo ritengo che siano urgenti tanto strumenti più adeguati di prevenzione e repressione, quanto politiche energetiche che si rivolgano a modelli di sviluppo sostenibile, dove le ragioni economiche trovino un punto di equilibrio con le ragioni etiche».

 
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