martedì 5 marzo 2013 0 commenti

La Casa Museo Matteo Sercia

Dal 2010 ad oggi le Egadi sono avvalorate da un ulteriore fonte culturale che mira alla condivisione e esaltazione dell’ambiente marino. Tutto ciò è possibile grazie al sig.re Gabriele Sercia, che fondando l’associazione no profit “Casa Museo Matteo Sercia”, rende disponibile al pubblico la sua collezione malacologica, arricchisce con una spiegazione. La conoscenza di ciò che si cela alle svariate profondità marine è forse il miglior modo per render coscienti solo quanti non conoscono l’importanza di ogni essere vivente e come ogni organismo sia legato direttamente o indirettamente a noi. Vi sono tanti modi per render nota l’importanza di ogni esser vivente, ma l’esperienza didattica museale è una realtà che vive da tempo ed inoltre si sta sempre più adeguando ai tempi che corrono. La Casa Museo Matteo Sercia , nonostante sia un museo dedicato alla malacologia, non nega due vetrine alle altre forme di vita che è possibile incontrare in Mediterraneo e nei mari tropicali. Tra i diversi esemplari esposti vi sono ricci, come: Arbacia lixula (Linnaeus, 1758), Paracentrotus lividus (Lamarck, 1816), Spaerechinus granularis (Lamarck, 1816 ). Tra questi, vi sono anche echinodermi provenienti da altre aree geografiche come l’Heterocentrotus mammillatus (Linnaeus, 1758), comunemente chiamato Riccio Matita per la presenza di aculei maggiori morfologicamente simili a delle matite. Tra gli altri individui presenti in questa teca vi sono anche diversi crostacei come: Palinurus elephas (Fabricius, 1787), Calappa granulata (Linnaeus, 1767), Dromia personata (Linnaeus, 1758). La restanti sale del museo si affacciano sul mondo della malacologia marina e terrestre. Solo una grande stanza è dedicata alla moltitudine di esemplari marini di diversa provenienza. La prima teca mediterranea ci accoglie con diversi esemplari di solito ben conosciuti ma poco apprezzati, forse perché meno variopinti rispetto ad altre conchiglie di provenienza esotica. Un esempio di semplicità morfologica ci viene dalla Patella ferruginea (Gmelin, 1791), che è limitata al Mediterraneo centro-occidentale e soprattutto nelle piccole isole. Un altro esemplare molto semplice, ma molto più noto è l’ Haliotis turbeculata lamellosa (Lamarck, 1822), sottospecie tipica del Mediterraneo. Altri esempi di esemplari esposti sono: Charonia lampas (Linnaus, 1758), Charonia tritonis variegata (Lamarck, 1816), che comunemente sono conosciute con il nome comune di “Tritoni”, la Xenophora crispa (König, 1825), detta la collezionista di conchiglie, la Bolma rugosa (Linnaus, 1758) e Pinna nobilis (Linnaeus, 1758), che in Sardegna veniva catturata per scopi commerciali. Nella medesima sala sono presenti anche molti esemplari dei mari esotici, ove le conchiglie anche in questi luoghi, vengono ad esempio utilizzate per la realizzazione di gioielli e cammei, come quelli ottenuti dalla lavorazione della Cypracassis rufa (Linnaeus, 1758). La malacologia terrestre e dulciacquicola è rappresentata invece in una terza ed ultima sala, permettendoci di entrare in uno scenario ben diverso da quello marino, per ovvie esigenze dei molluschi presenti in questi ambienti. Con questo presente scritto, si vuole dare un’immagine della Casa Museo Matteo Sercia, poiché è realmente un iniziativa lodevole che esiste ormai da tempo nel nostro amato territorio. Per info: malacologia@libero.it Favignana (Isole Egadi) – Via Caligarsia N°10

No Response to "La Casa Museo Matteo Sercia"

Posta un commento

 
;