martedì 20 novembre 2012 Tags: 0 commenti


CONCLUSA LA CAMPAGNA SALVALARTE FAVIGNANA CON LA STRAORDINARIA APERTURA DELLA “CAMPARIA”, SIMBOLO DEL PATRIMONIO CULTURALE DEGLI ISOLANI


Ieri mattina in molti, Favignanesi, ex tonnaroti, nipoti di Rais, giovani, ma anche semplicemente curiosi venuti da fuori hanno aderito all’iniziativa promossa dal Circolo Legambiente Isole Egadi e visitato uno dei luoghi simbolo della comunità di Favignana, la “Camparia”, ove ancora si possono ascoltare gli echi dei tonnaroti che intonavano le vecchie cialome e che rischia di scomparire per sempre dalla memoria e cultura del nostro territorio.

Ed è proprio questo lo spirito della campagna “Salvalarte” di Legambiente, puntare l’attenzione su beni culturali che rischiano di essere preda di speculazioni, di deteriorarsi con il passare del tempo, di essere dimenticati dalla comunità ed essere cancellati dalla memoria collettiva.

Il luogo scelto alle Isole Egadi, la Camparia, prende il suo nome dal fatto che “dava da campare” agli isolani e noi del Circolo di Legambiente abbiamo voluto che almeno per un giorno potesse tornare a rivivere, con l’auspicio che, dopo i Florio e i Parodi, per esso possa esserci in futuro rinnovato splendore.

La partecipazione della comunità è stata al di sopra delle nostre aspettative, c’erano giovani che ne avevano solo sentito parlare attraverso i ricordi dei genitori, persone che vi erano entrate solo una volta nella vita, quando ancora era in funzione, curiosi e appassionati che volevano respirare le atmosfere suggestive di epoche ormai lontane e ex tonnaroti che in quei locali hanno trascorso la vita, lavorando duramente ma con grande entusiasmo e passione, perché ogni anno la fatica veniva ripagata abbondantemente al termine della stagione di pesca.

A dimostrazione della dedizione che ha accompagnato l’attività di tonnara, colpiscono la dichiarazione del sig. Nino Gandolfo, attuale custode della Camparia, il quale ha affermato “Qui si lavorava, si faticava, ma si era felici di farlo”, e le lacrime dello zio Nino Paciorro, cantante storico delle nenie della tonnara, mentre intonava insieme ad altri partecipanti le cialome Ajamola e Lina Lina.

Vedere il piazzale colmo di gente, di storie, emozioni e ricordi, è stato davvero importante per chi, come noi, crede in questo territorio, nelle sue tradizioni e peculiarità, ma anche doloroso, al pensiero di ciò che era e rappresentava per l’economia locale e ciò che è diventato, a causa della chiusura dell’attività della tonnara.

Pertanto, ringraziando sentitamente il Dott. Luigi Parodi che, concedendo l’autorizzazione alle visite, ha permesso lo svolgimento dell’iniziativa, ci auspichiamo che presto attraverso azioni concrete questo luogo simbolo di rigoglio economico per le nostre isole possa avere una rinascita e tornare a splendere come un tempo, neanche troppo lontano.

venerdì 16 novembre 2012 0 commenti

Il paradosso energetico delle piccole isole


Ci sono molte piccole isole in Italia che invece di adottare sistemi energetici alimentati a rinnovabili fanno uso di gruppi elettrogeni inquinanti e costosi. In bolletta paghiamo un conguaglio alle società elettriche isolane tramite l’addizionale UC4 proprio per questo kWh sovvenzionato. Ma passare dai diesel alle rinnovabili è fattibile e qualcosa si muove.
Possibile che i luoghi italiani più benedetti dall’abbondanza di fonti rinnovabili, e i più adatti, sotto ogni punto di vista, a ospitare sistemi energetici sostenibili, siano invece monumenti all’uso più inefficiente e costoso di energia fossile inquinante? È possibile, purtroppo. In Italia ci sono una dozzina di piccole isole (Tremiti, Egadi, Pelage, Pontine, Arcipelago toscano - Elba esclusa -, Ustica e Capri) che non sono connesse alla rete nazionale e che ospitano circa 47.000 residenti.
In passato l’unico modo per dare elettricità a questa gente, era quello di dotare ogni isola di gruppi elettrogeni, in genere azionati con motori navali alimentati a gasolio, che disperdono nell’ambiente circa i tre quarti dell’energia come 'calore refluo' e producono rumore e fumi nocivi. Visto che l’elettricità prodotta in questo modo è costosissima, nel dopoguerra, per aiutare gli allora poveri isolani, fu deciso di creare un meccanismo di agevolazione, per cui la tariffa elettrica di questi luoghi viene equiparata a quella sul Continente, pagando alle società elettriche isolane un conguaglio, pari alla differenza fra quanto costa effettivamente il kWh e quanto lo pagano gli abitanti.
Il conguaglio lo pagano tutti gli italiani tramite l’addizionale UC4, contenuta nella componente A3 della bolletta elettrica. Secondo la Cassa Conguagli per il Settore Elettrico, l’ufficio che si occupa di saldare le fatture delle aziende elettriche nelle piccole isole, l’UC4 ci è costata 62 milioni di euro per il 2011, a copertura di 200 GWh di consumi locali. Basandoci sui questi numeri si scopre che ogni kWh consumato nelle piccole isole coperte dalla UC4 (altre, come Salina, Capraia o Ventotene, per circa 4.000 abitanti, sono servite da piccole centrali Enel, con un diverso sistema di rimborso), riceve in media 31 centesimi.
Insomma questo kWh sporco e inefficiente è ‘incentivato’, da decenni, come il fotovoltaico del 2010. E visto che la sovvenzione è concessa senza condizioni, non c’è nessuna spinta a usare fonti pulite o a usare l’elettricità in modo efficiente. E infatti i consumi elettrici di queste isole sono enormi: quasi 4.700 kWh annui per residente, contro i 1.100 kWh del medio utente domestico italiano.
“Anche considerando che in alcune isole l’elettricità serve anche a dissalare l’acqua - precisa Alex Sorokin, titolare della Interenergy di Roma - e che nei mesi estivi la popolazione isolana si moltiplica, i consumi elettrici restano esagerati. La ragione è semplice: a causa delle complicazioni e costi del far arrivare sulle isole combustibili liquidi o gassosi, l’elettricità (sovvenzionata) da gasolio è la forma di energia più economica per gli isolani, e viene usata per scopi irrazionali, come la cottura, il riscaldamento, l’acqua calda. Uno spreco assurdo, in isole immerse nel vento e nel sole e, talvolta, dotate pure di risorse geotermiche”. Sorokin conosce bene l’argomento, visto che dal 1993, a più riprese, ha tentato di promuovere vari progetti per dotare di sistemi a energie rinnovabili Lipari, Salina, Capraia, ma anche isole greche, così come recentemente AzzeroCO2 l’ha proposto per le Egadi (vedi sotto).
“Abbiamo dimostrato - continua Sorokin - che una graduale transizione dai diesel alle fonti rinnovabili, usando sistemi integrati che uniscono solare, eolico e geotermico all’accumulo e alla gestione intelligente della domanda di energia in varie forme, compresa la produzione di acqua potabile e la ricarica di auto e bus elettrici, poteva essere realizzata spendendo non più di quanto si spenda con l’attuale sistema. Questa transizione alle energie locali e pulite avrebbe comportato anche grandi vantaggi in termini di qualità della vita e di attrazione verso il turismo più intelligente e consapevole, oltre a fare di questi luoghi un laboratorio internazionale di sperimentazione di tecnologie per la smart grid. Ma lo status quo ha prevalso e i nostri progetti sono sempre finiti dimenticati in qualche cassetto. La causa principale di questo immobilismo sta nelle regole del sistema dei conguagli: se non si modifica il meccanismo, premiando l’uso di fonti rinnovabili e il perseguimento dell’efficienza, nulla cambierà”.  
Ma forse il cambiamento sta arrivando, favorito sia dal crollo del prezzo delle rinnovabili che dalla crisi economica, che spinge a tagliare le spese inutili e a trovare nuove occasioni di lavoro. “La mia giunta è in carica da soli cinque mesi - ci ha detto Marco Giorgianni, sindaco di Lipari - ma già abbiamo cominciato a informarci su come introdurre fonti energetiche rinnovabili nella nostra isola, sia perché il peso del costo della bolletta sta diventando insostenibile per i miei concittadini, sia perché ci rendiamo conto del grande valore aggiunto che potrebbe derivare dall’essere la prima ‘isola rinnovabile’ del Mediterraneo”.
Le Eolie sono infatti tra le prime piccole isole in cui qualcosa sembra iniziare a muoversi: il nuovo grande dissalatore di Lipari sarà in parte alimentato da un campo fotovoltaico da 1,2 MW. Ma come superare il contrasto fra energie rinnovabili e la necessaria tutela del meraviglioso paesaggio delle piccole isole? “Oggi si possono costruire gli impianti a rinnovabili anche nei luoghi più delicati - conclude Sorokin - il fotovoltaico può occupare spazi degradati, come le discariche o le cave, o inserirsi in modo quasi invisibile negli edifici. Le nuove centrali geotermiche a ciclo binario sono compatte e non emettono neanche un filo di vapore. E persino l’eolico può essere invisibile: esistono turbine eoliche galleggianti che possono essere installate al largo, alimentando le isole senza farsi notare. Mentre per l’accumulo si possono usare anche sistemi ad aria compressa, anch’essi discreti e non inquinanti”. Ecco idee per prodotti innovativi, che le nostre industrie dovrebbero cogliere al volo.
Come accennato anche nelle Egadi si sta lavorando sul versante della sostenibilità. A Favignana è iniziata la fase realizzativa del progetto elaborato da AzzeroCO2 nel 2008 che coinvolge in un complesso processo i cittadini e gli operatori economici. Il progetto, grazie a circa 1,250 milioni di euro erogati dal Ministero dell'Ambiente, prevede una serie di interventi sugli edifici pubblici come l'installazione di impianti fotovoltaici e solari termici per scuole, municipio, campo sportivo. Si prevede anche la sostituzione dell'intero parco di lampade dell'impianto di illuminazione pubblica con tecnologia a LED. In ambito privato, attraverso la concessione di contributi diretti per l'acquisto di impianti solari termici e fotovoltaici e il supporto nell'organizzazione di gruppi d'acquisto, si stima una consistente riduzione dei consumi di enegia elettrica per illuminazione e riscaldamento pari a circa il 20%. Infine, per ridurre l'impatto dei flussi turistici, in particolare relativamente alla mobilità, sono previsti contributi per l'acquisto di motoveicoli elettrici di cui dovrebbero beneficiare gli operatori economici presenti sull'isola.
Un salto di qualità nella sostenibilità delle piccole isole potrebbe venire dal  progetto SMILE (SMart Island Local Energies) presentato a novembre nell'ambito del bando MIUR sulle Smart Cities riferito all'isola di Lampedusa. Sono previsti impianti fotovoltaici in cave abbandonate, piccoli aerogeneratori, sistemi ad accumulo a servizio della rete, produzione di metano dall'anidride carbonica della centrale esistente, dissalazione solare innovativa, ricariche per motorini elettrici, illuminazione a Led, sperimentazione di acquacoltura. Si tratta di interventi per un totale di 22 milioni di euro che potrebbero avere ricadute interessanti, tenuto anche conto che il nuovo sindaco,Giusi Nicolini di Legambiente, ha deciso di puntare molto sulle politiche della sostenibilità.
Su un prossimo numero della rivista bimestrale QualEnergia (QE1-2013) verrà approfondita la questione della componente UC4 e dell’uso delle energie rinnovabili nelle isole minori.

giovedì 15 novembre 2012 Tags: 0 commenti

APPELLO AGLI EUROPARLAMENTARI ITALIANI

 

NO AL TAGLIO DELLE PINNE DEGLI SQUALI – SENZA ALCUNA ECCEZIONE!

In vista del voto al Parlamento Europeo sulla modifica del Regolamento sul finning, chiediamo a tutti gli Europarlamentari italiani di sostenere il divieto di rimozione delle pinne degli squali in mare, senza alcuna eccezione.


Nel 2006 il Parlamento europeo ha chiesto di rafforzare il Regolamento UE sul finning, la pratica che consiste nel taglio delle pinne degli squali e il rigetto del corpo dello squalo, spesso ancora vivo, in mare. Ogni anno infatti, decine di milioni di squali vengono cacciati per le loro pinne, fortemente richieste dal mercato asiatico per la celebre zuppa di pinne di squalo.

Attualmente una deroga contenuta nel Regolamento comunitario consente di rimuovere le pinne degli squali a bordo dei pescherecci europei, rendendo di fatto inefficaci i controlli.

A seguito di una Risoluzione del Parlamento europeo del 2010 che chiedeva di vietare il taglio delle pinne degli squali in mare, la Commissione Europea ha presentato una proposta che prevede di eliminare ogni la deroga e permesso speciale, autorizzando esclusivamente lo sbarco degli squali con le pinne attaccate al corpo. Il metodo delle pinne attaccate, già utilizzato con successo in diversi Paesi del mondo,  è raccomandato anche dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), dalle Nazioni Unite e dagli esperti scientifici.

La Proposta della Commissione è stata accolta favorevolmente dalle Commissioni Ambiente e Pesca e dallo stesso Consiglio Europeo sulla Pesca, osteggiata unicamente da Spagna e Portogallo, Paesi che mantengono forti interessi nel commercio internazionale delle pinne di squalo.

Il prossimo Novembre il Parlamento Europeo sarà chiamato ad esprimersi su questo tema.

Chiediamo dunque a tutti gli Europarlamentari italiani di sostenere con forza il divieto di rimozione delle pinne degli squali in mare, senza alcuna eccezione!


FIRMATARI:


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Shark Alliance è una coalizione di oltre 100 organizzazioni di ricerca, associazioni ambientaliste e ricreative dedite al recupero e alla protezione delle popolazioni di squali attraverso il miglioramento delle politiche di conservazione.

I membri italiani di Shark Alliance sono: Centro studi sugli squali-Aquarium Mondo Marino, CTS, Fondazione Cetacea, Dani Shark Elamobranch Research, GRIS, Legambiente, Marevivo, Medsharks, CTS, Slow Food Italia, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Tethys Research Institute, Verdeacqua - Istituto per gli Studi sul Mare.

Per maggiori informazioni: www.sharkalliance.org

martedì 13 novembre 2012 Tags: 0 commenti

SALVALARTE 2012: un impegno per i beni storici del nostro territorio



Quest'anno, il nostro circolo ha scelto la CAMPARIA come luogo da mettere sotto i riflettori durante l'iniziativa SALVALARTE che, come Legambiente Egadi, ogni anno portiamo avanti. Il proprietario, Luigi Parodi, ha acconsentito a una visita guidata all'interno del complesso e gliene siamo particolarmente grati. L'appuntamento è per domenica 18 Novembre alle ore 10.00 presso il Largo Marina.
Riteniamo che sia importante per la nostra comunità rimettere al centro dell'attenzione un luogo che, per le sue connotazioni socio-economiche e culturali, è tra i più rappresentativi della nostra storia isolana.
Vi aspettiamo!

lunedì 12 novembre 2012 Tags: , 0 commenti

22 Ottobre 2012. Lezione di legalità all’Istituto Comprensivo “Antonino Rallo” di Favignana

A tenerla ospiti in prima fila nella lotta contro la mafia, come il vice questore Giuseppe Linares e il presidente dell’Associazione Libera, Umberto Di Maggio, alla presenza di rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e di un gran numero di genitori e studenti. Un pubblico attentissimo ha posto numerose domande, segno della grande curiosità e interesse verso i temi trattati.
La manifestazione, promossa dall’Amministrazione Comunale e dal Circolo di Legambiente Egadi, ha coinvolto i ragazzi della scuola in un percorso che è cominciato il 20 Ottobre con un laboratorio di mail art sul tema della legalità, guidato dall’architetto Anna Patti, e si è concluso con la scopertura della targa dedicata alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In questa occasione è stato riconsegnato alla fruizione dei bambini il giardino della scuola, sistemato dal Comune di Favignana con la preziosa collaborazione di alcuni detenuti, messi a disposizione dalla direzione della Casa Circondariale dell’isola. Nello spazio antistante la scuola sono stati collocati alcuni giochi per bimbi, acquistati grazie a una donazione di Legambiente Egadi.
Antonino Caponnetto sosteneva che La mafia teme la scuola più della giustizia. La mafia prospera sull'ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo così la mafia può prosperare". A partire da questa riflessione, l’Istituto comprensivo “Antonino Rallo” ha aderito all’iniziativa, con la profonda convinzione che, solo affrontando adeguatamente questi temi, si possa diffondere una cultura della legalità e si possa contribuire a far diventare nel tempo i propri studenti cittadini liberi e consapevoli.

CAMPAGNA 2012 DEI CAMPI DI VOLONTARIATO DI LEGAMBIENTE

Partiamo dalla fine:
- 648 ore lavorative gratuite
- 420 sacchi grandi di immondizia recuperati
- 1 tonnellata e mezza di rifiuti recuperati
- bonifica del “pozzo a leva” di cala grande e ricostruzione muretti a secco
- bonifica dell’ingresso cava storica sita allo scalo cavallo
- pulizia e bonifica del villaggio dei pescatori di punta Longa e ricostruzione muretto a secco distrutto
- pulizia dei giardini e aiuole all’interno dell’ex stabilimento tonnare Florio
- pulizia della spiaggia di “Scindu u passo”
- pulizia della spiaggia di “Pirreca”
- bonifica e pulizia dai rifiuti della
scogliera a partire da Punta sottile, Sicchitella, Punta ferro, Cala dell’alga, finendo al Pozzo
- mobilita’ sostenibile con il solo utilizzo di biciclette
- zero emissioni di anidrite carbonica
- coinvolte gratuitamente nelle attivita’ piu’ di 35 persone, tra le quali molte di Favignana, residenti o giovanissimi volontari come Jonatan.

Penso che bastino questi dati a far capire e trasmettere il valore civile e morale di questa campagna di volontariato 2012, senza dover aggiungere altro.
Ringraziamo il comune di Favignana, l’Area Marina Protetta isole Egadi, l’AGESP e tutti i ragazzi delle pulizie che hanno raccolto i sacchi fatti dai volontari e conferiti in discarica, ringrazio anche il supporto della provincia regionale di trapani e tutti quelli che hanno dato sostegno all’iniziativa.

STAZIONI MARITTIME NEI PORTI DELLE EGADI, MARSALA E TRAPANI

Il circolo di Legambiente Isole Egadi richiama l’attenzione sulla ormai annosa questione delle stazioni marittime delle Isole Egadi e dei servizi al porto di Trapani e Marsala.
I cittadini residenti, i lavoratori pendolari e i visitatori delle nostre isole, che nel corso dell’anno transitano in questi spazi, non trovano pressocchè alcun servizio.

La qualità della nostra vita di isolani è determinata dalla presenza, dalla quantità e qualità di attrezzature e strutture che possano rendere migliore e ‘moderna’ la nostra esistenza.

Ogni abitante delle isole, tutti coloro che viaggiano per motivi di lavoro, quanti decidono di venire in vacanza da noi si ritrovano a fare i conti con la carenza di servizi non solo delle nostre stazioni marittime ma anche di quelle delle nostre città di riferimento: Trapani e Marsala.
Chi di noi o tra i nostri conoscenti non si è ritrovato ad attendere un mezzo di trasporto in condizioni climatiche avverse, in piena estate sotto il sole, con persone anziane o bambini piccoli a seguito oppure in condizioni di salute non perfette perché appena uscito da un ospedale?
Esistono categorie di utenti che a vario titolo necessitano di una fruizione diversa dello spazio portuale rispetto ad altri. Questi sono gli anziani, i bambini, le persone che per motivi contingenti o per motivi connaturati (gestanti, lavoratori pendolari o saltuari, ipovedenti, motulesi ecc.) hanno bisogno di una fruizione delle attrezzature che sia adeguata alla loro condizione.
Perché sia veramente migliore la qualità della vita nei nostri territori, riteniamo fondamentale che debbano essere forniti i servizi necessari a garantire il comfort ai passeggeri residenti, ai lavoratori pendolari ed ai turisti in transito.
E’ evidente che, maggiori sono i servizi offerti, migliore è la qualità di vita. E’ altrettanto evidente l’assenza nei nostri porti di spazi attrezzati per l’attesa in condizioni climatiche avverse, di toilettes, di un deposito bagagli, di un ufficio informazioni turistiche, di un’area parcheggio.
Le stazioni marittime sono un luogo che ciascuno di noi fruisce, spesso anche più volte al giorno. Richiamare l’attenzione sui servizi o assenza di servizi forniti ai cittadini all’interno di questi spazi, ora che la stagione estiva volge al termine, i ritmi si allentano e le comunicazioni possono essere più efficaci, diventa per noi opportuno e doveroso.
Per questo, come associazione ambientalista che ha a cuore i bisogni del nostro territorio, abbiamo individuato una serie di fattori ed indicatori particolarmente importanti, al fine di garantire all’utenza la prestazione di un servizio di qualità.



Si tratta, in particolare, di fattori quali l’accessibilità (intesa non solo come la semplice possibilità di ‘accedere’ e dunque varcare fisicamente una ‘soglia’, ma anche la modalità di fruizione da parte di qualunque utente dello spazio riservato ai viaggiatori), la cura dei luoghi di attesa, la qualità dei servizi, la presenza di spazi protetti, le condizioni di sicurezza e di confort per chi attende anche nei mesi più difficili, l’informazione dell’utenza, il rispetto per i passeggeri, le cui condizioni richiedono una particolare attenzione, e, infine, la tutela dell’ambiente.
Inoltre, riteniamo indispensabile che ci debba essere un impegno congiunto tra le Amministrazioni comunali dell’Arcipelago, della città di Trapani e Marsala, le compagnie di navigazione e l’autorità portuale per
sottoscrivere e adottare una Carta dei Servizi con valore vincolante nei confronti dell’utenza.
Il circolo di Legambiente con questo comunicato vuole incitare ad una riflessione condivisa e partecipata, al fine di sensibilizzare le compagnie di navigazione e le amministrazioni pubbliche, per la individuazione di soluzioni adeguate a questo problema.
LEGAMBIENTE EGADI

Benvenuti!!!





Questo è il blog del Circolo Legambiente delle isole Egadi! Lo scopo è quello di far conoscere le nostre iniziative e aprire un canale di comunicazione con tutti i sostenitori. Perciò, benvenuti a tutti!

 
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