venerdì 15 marzo 2013 0 commenti

CITTADINANZA ONORARIA A FULVIO SODANO

Ill.mo Sindaco Comune di Favignana Lucio Antinoro PROPOSTA DI CONCESSIONE CITTADINANZA ONORARIA DA INSIGNIRE ALL’Ex PREFETTO DI TRAPANI DOTT. FULVIO SODANO PREMESSO che: • è compito della giunta comunale, la quale valuta la rispondenza ai criteri fissati dal “Regolamento Comunale Concessione delle Civiche Benemerenze e della Cittadinanza Onoraria” ed esprimere un parere motivato da inoltrare al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva; • la richiesta secondo il suddetto regolamento comunale è pervenuta prima del 30 giugno; • che la presente proposta è a firma di più dell’1/5 dei consiglieri comunali minimi richiesti dallo stesso Regolamento comunale; • che l’obiettivo è quello di onorare la memoria delle personalità che con il loro operato hanno portato lustro alle isole Egadi e all’identità siciliana, lasciando segni evidenti di impegno personale nel migliorare la realtà socio-culturale ed economica sia della comunità locale che dell’intero Paese. RITENUTO che: • per quanto sopra, è opportuno e doveroso da parte dei Consiglieri Comunali firmatari il rilascio del riconoscimento Cittadinanza Onoraria alla memoria del dott. Fulvio Sodano, già Prefetto di Trapani, nella certezza di interpretare la volontà dei cittadini delle Egadi; VISTO l’elevato curriculum vitae dell’onorando, dal quale si evince l’elevata caratura educatrice e di eroe civile; PRESO ATTO che la presente deliberazione non necessita del visto di regolarità contabile dal momento che non comporta oneri a carico del bilancio; Si chiede DI RILASCIARE la Cittadinanza Onoraria al già Prefetto di Trapani Dott. Fulvio Sodano, perché tutte le sue azioni hanno avuto il solo scopo di LIBERARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA MORSA DELLA MAFIA E DAL PENSIERO MAFIOSO e che grazie alle suo operato molto è stato fatto nella Provincia di Trapani, obbligandoci tutti noi cittadini a tenere sempre vigile la nostra attenzione sui fenomeni mafiosi. Oggi sono arrivati i tempi giusti e la coscienza giusta per il rilascio di questa benemerenza al “PREFETTO DEL POPOLO” Dott. Fulvio Sodano. Il presente atto viene letto, confermato e sottoscritto nelle forme di legge. Favignana 06 marzo 2013

NAVI DEI VELENI

Legambiente: “La magistratura che indagava non è stata sostenuta in maniera adeguata e c’è stato un ruolo opaco dei servizi di sicurezza. La Commissione d’inchiesta sui rifiuti conferma le denunce della nostra associazione. Ora si faccia fino in fondo chiarezza” “La relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, pubblicata questa mattina sul sito della Camera Dei Deputati, conferma quello che Legambiente sostiene da anni: la magistratura non ha avuto sostegni adeguati nelle indagini sui traffici transnazionali di rifiuti tossici e radioattivi, che hanno interessato il Mar Mediterraneo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Uno scandalo, quello delle navi dei veleni, in cui viene stigmatizzato dalla stessa Commissione il ruolo dei servizi segreti, inefficaci, negligenti o addirittura condizionati da ragioni inconfessabili”, così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Le vicende e le indagini riassunte nella Relazione, che passa in rassegna tutte le inchieste e gli episodi più rilevanti, a cominciare dalla morte del capitano Natale De Grazia, fotografano una realtà che non riguarda solo il passato. “E’ importante il riferimento che viene fatto dalla stessa Commissione – aggiunge Cogliati Dezza - a indagini recentissime che stanno alzando il velo sui traffici internazionali di rifiuti. Quella che emerge è l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti che richiedono una “competenza” accumulata negli anni da trafficanti e organizzazioni criminali”. “Le vicende delle navi dei veleni ricostruite dalla Commissione - dichiara Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, delineano un quadro complesso e per larghi tratti inquietante, dove silenzi, omissioni, superficialità e complicità si intrecciano, mettendo a nudo un periodo oscuro che ha attraversato la nostra Repubblica. Primo fra tutti la negligenza dei servizi di sicurezza e il ruolo ambiguo di altri pezzi dello Stato. Dunque è il momento che tutte le verità vengano alla luce. Per questo il lavoro della Commissione dovrà segnare un punto di ripartenza dell’ impegno istituzionale e sociale in nome della chiarezza, della verità e della giustizia”.

martedì 5 marzo 2013 0 commenti

La Casa Museo Matteo Sercia

Dal 2010 ad oggi le Egadi sono avvalorate da un ulteriore fonte culturale che mira alla condivisione e esaltazione dell’ambiente marino. Tutto ciò è possibile grazie al sig.re Gabriele Sercia, che fondando l’associazione no profit “Casa Museo Matteo Sercia”, rende disponibile al pubblico la sua collezione malacologica, arricchisce con una spiegazione. La conoscenza di ciò che si cela alle svariate profondità marine è forse il miglior modo per render coscienti solo quanti non conoscono l’importanza di ogni essere vivente e come ogni organismo sia legato direttamente o indirettamente a noi. Vi sono tanti modi per render nota l’importanza di ogni esser vivente, ma l’esperienza didattica museale è una realtà che vive da tempo ed inoltre si sta sempre più adeguando ai tempi che corrono. La Casa Museo Matteo Sercia , nonostante sia un museo dedicato alla malacologia, non nega due vetrine alle altre forme di vita che è possibile incontrare in Mediterraneo e nei mari tropicali. Tra i diversi esemplari esposti vi sono ricci, come: Arbacia lixula (Linnaeus, 1758), Paracentrotus lividus (Lamarck, 1816), Spaerechinus granularis (Lamarck, 1816 ). Tra questi, vi sono anche echinodermi provenienti da altre aree geografiche come l’Heterocentrotus mammillatus (Linnaeus, 1758), comunemente chiamato Riccio Matita per la presenza di aculei maggiori morfologicamente simili a delle matite. Tra gli altri individui presenti in questa teca vi sono anche diversi crostacei come: Palinurus elephas (Fabricius, 1787), Calappa granulata (Linnaeus, 1767), Dromia personata (Linnaeus, 1758). La restanti sale del museo si affacciano sul mondo della malacologia marina e terrestre. Solo una grande stanza è dedicata alla moltitudine di esemplari marini di diversa provenienza. La prima teca mediterranea ci accoglie con diversi esemplari di solito ben conosciuti ma poco apprezzati, forse perché meno variopinti rispetto ad altre conchiglie di provenienza esotica. Un esempio di semplicità morfologica ci viene dalla Patella ferruginea (Gmelin, 1791), che è limitata al Mediterraneo centro-occidentale e soprattutto nelle piccole isole. Un altro esemplare molto semplice, ma molto più noto è l’ Haliotis turbeculata lamellosa (Lamarck, 1822), sottospecie tipica del Mediterraneo. Altri esempi di esemplari esposti sono: Charonia lampas (Linnaus, 1758), Charonia tritonis variegata (Lamarck, 1816), che comunemente sono conosciute con il nome comune di “Tritoni”, la Xenophora crispa (König, 1825), detta la collezionista di conchiglie, la Bolma rugosa (Linnaus, 1758) e Pinna nobilis (Linnaeus, 1758), che in Sardegna veniva catturata per scopi commerciali. Nella medesima sala sono presenti anche molti esemplari dei mari esotici, ove le conchiglie anche in questi luoghi, vengono ad esempio utilizzate per la realizzazione di gioielli e cammei, come quelli ottenuti dalla lavorazione della Cypracassis rufa (Linnaeus, 1758). La malacologia terrestre e dulciacquicola è rappresentata invece in una terza ed ultima sala, permettendoci di entrare in uno scenario ben diverso da quello marino, per ovvie esigenze dei molluschi presenti in questi ambienti. Con questo presente scritto, si vuole dare un’immagine della Casa Museo Matteo Sercia, poiché è realmente un iniziativa lodevole che esiste ormai da tempo nel nostro amato territorio. Per info: malacologia@libero.it Favignana (Isole Egadi) – Via Caligarsia N°10

 
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