Mentre mi accingevo a esprimere con
l’obbligatorietà della sintesi questa mia riflessione, nel rivedere il mio percorso umano di presa di
coscienza delle cose vere della vita, ho anche analizzato il mio cammino di
approfondimento della mia relazione con lo Stato, ho esaminato le mie battaglie
non facili ma alle quali ho sempre creduto nella consapevolezza che la logica
dell’uomo di Stato è spesso terreno di scontro contro la sopraffazione della
dittatura mafiosa, ma io avevo giurato fedeltà allo Stato, ai principi di
democrazia, giustizia e legalità e solo a quelli dovevo ispirare le mie regole
di comportamento umano e la mia attività lavorativa e mai avrei dovuto
subordinarla ad interessi di parte o limitarne il campo di azione.
Ho analizzato le batoste subite,
l’isolamento nei momenti critici da parte di chi per logica di potere non mi ha
supportato e fu allora che compresi che lo Stato non sempre stava dalla parte
dello Stato, ed ancora il rammarico per le tante cose importanti che non ho
potuto realizzare ma anche i buoni risultati raggiunti per il successo della
equità sociale e per il rispetto della
dignità , grazie sopratutto all’ottima collaborazione di chi ha voluto rischiare
condividendo le mie idee, scegliendo percorsi impopolari e scomodi.
E a costoro che dedico questo ambito
riconoscimento odierno che per me è motivo di riconoscenza e orgoglio e ai
quali urlo, con la forza della voce del cuore e non più ahimè della parola, che
oggi possiamo ben gioire perché la
strada per proclamare il lutto della mafia
è già aperta, potremo godere nel vedere arresi e umiliati e sconfitti,
almeno sino a quando non si ravvederanno sinceramente, i potenti di una volta.
Questo odierno è soprattutto il
riconoscimento ai tanti che credendoci con perseveranza e determinazione, hanno
messo in moto la loro testimonianza energica e generosa, generando un’eco
assordante nel tempo, il riconoscimento all’impegno entusiasmante di moltissimi
giovani di buon senso che hanno valorizzato ed amplificato con il sistema “del
passa parola” il mio piccolo esempio, istituendo una rete di alleanza, una nuova identità
secondo regole di uno Stato civile e democratico, un patto etico-morale
e culturale e, creando nuove coscienze orientate al rispetto della natura umana,
hanno sferzato un’azione punitiva nei confronti della malavita organizzata. Io
ho semplicemente fatto il mio dovere.
Provate a immaginare a dover vivere
in un Paese in cui si è privati della libertà e dei diritti legittimi, io non
ci sono riuscito….
Se credi in quello che fai, se
unisci la passione ai sogni è possibile che si avverino.
Così ho sentito di interpretare la
mia vita, pur sbagliando ma sempre proiettata alla realizzazione dei miei
ideali a cui mai vorrei rinunciare costi la mia vita. Non so se ci sono riuscito
ma ci ho creduto.
Un grazie di cuore al Signor
Sindaco, a chi è stato artefice di questa iniziativa e a tutti coloro che hanno
collaborato e a quanti, anche a distanza mi stanno vicini. Sono onorato di
essere vostro concittadino. Vi abbraccio tutti.
Fulvio Sodano

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