lunedì 3 febbraio 2014 0 commenti

Dissesto idrogeologico in Sicilia

Dissesto idrogeologico. “Per quanto tempo ancora dovrà
prevalere in politica il "principio
d'irresponsabilità?”. Dichiarazione di Mimmo Fontana,
presidente regionale Legambiente Sicilia.


“Antonio Cederna si chiedeva nel titolo di un libro
scritto nel 1973 perché l'Italia franasse quando pioveva.
Si trattava, ovviamente, di una domanda retorica perché
era già chiaro quarant'anni addietro quale disastro
stavamo producendo violentando il nostro territorio.
Mentre altri Paesi, più seri del nostro, hanno cominciato
a mettere in campo efficaci strategie di adattamento ai
cambiamenti climatici, partendo dal recupero della
naturalità del territorio (l'Olanda gli ha dato il titolo
esplicativo di "spazio al fiume"), noi non stanziamo più
fondi per la messa in sicurezza. E i pochi fondi residui che
stiamo spendendo sono destinati a interventi che servono a
difendere ulteriormente strade e case realizzate in luoghi
pericolosi. In sostanza stiamo facendo il contrario di ciò
che sarebbe logico oltre che più economico: delocalizzare
infrastrutture e case che si trovano in condizioni di
rischio; garantire la manutenzione dei corsi d'acqua, anche
di quelli a carattere stagionale che - in occasione di
piogge violente come quelle di questi giorni - straripano e
travolgono tutto, uccidendo come è avvenuto stamattina nei
pressi di Noto.
Se non vogliamo abituarci a contare i morti tutte le volte
che piove un po' più forte del normale, dobbiamo cambiare
la cultura con cui interveniamo sul territorio, anche per
interventi che teoricamente dovrebbero servire a metterlo in
sicurezza.
Invece, in questi ultimi giorni si vedono tanti Comuni e la
Regione adoperarsi per riaprire sostanzialmente i termini
del condono edilizio del 2003 in virtù di un discutibile
parere del CGA. Tutto ciò appare incredibilmente stridente
con le condizioni di grave dissesto che ormai interessano
gran parte della Sicilia. Per quanto tempo ancora dovrà
prevalere in politica il "principio d'irresponsabilità?
Almeno questa volta risparmiateci i soliti commenti in
malafede e le lacrime di coccodrillo”.

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