Si vuol dare comunicazione che il 21 dicembre 2012 sono state inviate entro i termini di legge le osservazioni nella procedura VIA (valutazioni di impatto ambientale) relativa al progetto di realizzare un impianto eolico offshore sullo stretto di Sicilia nella zona Banco di Pantelleria e Banchi Avventura, da parte delle società "FOUR WIND SRL - C&C CONSULTING ENGINEERING SRL". Trattasi di ennesimo tentativo della Four Wind srl, di insediare un gigantesco impianto eolico offshore nel bel mezzo del canale di Sicilia, zona riconosciuta internazionalmente ad altissimo valore ambientale, tanto da inserirla dalla UNEP MAP (agenzia dell'ONU per la protezione del Mediterraneo) nella SPAMI list, come future aree protette internazionali (tranfrontaliere). Lungo e intenso il lavoro concertato dalla nostra associazione, Legambiente Egadi, che ha curato gli aspetti riguardanti le biocenosi marine e l'impatto sulle tratte migratorie e stanziali della fauna marina, interessato anche il responsabile conservazione natura della Legambiente Sicilia, dott. Angelo Di Marca, che si è soffermato sugli aspetti dei flussi migratori di avifauna e le prescrizioni delle zone sic, non ultimo gli amici di Apnea Pantelleria, nella figura del suo presidente Alberto Zaccagni. Nel corpo delle osservazioni si segnalano le insufficienze documentali con la conseguente richiesta di adeguate integrazioni; proposta di delocalizzare l'impianto e tutela della rotta di migrazione internazionale Capo Bon (Tunisia), isola di Pantelleria, isole Pelagie, isole Egadi e costa del trapanese e area SPAMI. I punti critici: - l'insufficienti informazioni in merito alla posa dei giganteschi tripodi che sosterranno i pali con rotore e l'elica, segnalando essi stessi che il sistema che volevano adottare è Patente Panding, vale a dire l'utilizzo di un sistema privo di certificazione e brevetto; - il rischio per le biocenosi di altissimo valore ambientale presenti nell'area interessata, di scomparire per sempre, grazie all'azione di logorio che avrebbe comportato la posa e la futura azione dei cavi di acciaio pesanti 15 tonnellate l'uno; - l'azione negativa sulle rotte migratorie di avifauna di cui l'area viene interessata stagionalmente e/o stanzialmente; - il rispetto delle indicazioni del piano di gestione comunitario indicato dal SIC. Il Canale di Sicilia con i suoi banchi e isole mancate è oggi il Mediterraneo di ieri, vogliamo mantenerlo così per le generazioni future. Michele Rallo Responsabile Mare Legambiente Egadi

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